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Con un comodo volo arrivo a samos e qui inizia la mia avventura greca. Nel punto più interno di una pittoresca baia c'è la città e il porto di Samos con 10.000 abitanti, la città viene anche chiamata Vathy dal nome antico dell'insediamento che si trovava più in alto, all'epoca nel porto c'erano solo pochi magazzini, ma poco a poco il porto prese la forma di una bella città che finì per unirsi all'antica Vathy. Il luogo più importante della città è sicuramente il suo museo archeologico che ospita il celebre kuros alto quasi 5 metri, proveniente dal tempio di Hera e risalente a circa il sesto secolo a.c. Situata su una collina in posizione dominante Vathy è l'antica capitale dell'isola. Pitagorio, terza città dell'isola, è un vivace centro turistico costruito sull'antichissima città, ma è anche il luogo che dette i natali al celebre filosofo pitagora, da cui prende appunto il nome. Di notte Pitagorio è uno dei luoghi più frequentati, non solo dai turisti, ma anche dalla popolazione locale. Il tunnel di Eupalino è lungo più di un km e alto circa 2 metri, da un lato la profondità è maggiore per consentire all'acqua di poterci scorrere al suo interno, si dice che per la costruzione di questo tunnel, che attraversa la montagna e serviva a irrigare tutta l'antica città, si cominciò a scavare simultaneamente da entrambi i lati, i due gruppi di scavatori si ritrovarono quasi al centro della montagna senza aver deviato dall'esatta direzione e per gli strumenti dell'epoca fu qualcosa di veramente eccezionale. Il tunnel fu uno dei grandi lavori di Policrate e fu costruito dal famoso Eupalino da Megara nel sesto secolo a.c. Il monastero di Panagia Spilani è uno dei luoghi più affascinanti dell'isola, esso si compone di due chiese, una alla luce del sole, e l'altra dedicata alla madonna, nascosta in una buia e profonda caverna. L'oscurità e il rumore dell'acqua conferiscono grande tranquillità al luogo, sembra che la cava sia stata un luogo di adorazione fin dai tempi antichi, come è stato dimostrato dai ritrovamenti di vasellame antico risalenti al quinto secolo a.c. Si è anche pensato che la grotta fosse il luogo dove si rifuggiasse Pitagora ed anche la residenza di una delle più famose sibille di tutti i tempi antichi: appunto la sibilla di Fito. Sul lato orientale dell'isola si possono godere di bellissimi panorami e bellissime spiagge Da Zodokos Pygi la vista è davvero mozzafiato, a Mourtia si può nuotare tra le barche dei pescatori, la baia di Posidonio è il luogo dove i greci, in una celebre battaglia navale respinsero definitivamente i persiani. Koumaradei, che in greco vuol dire 5 case, è un minuscolo borgo situato nella parte centrale dell'isola, il paese è conosciuto soprattutto per la sua produzione di ceramica, qui infatti mantenendo intatte le antiche tradizioni, vengono prodotti migliaia di vasi al giorno, rigorosamente lavorati e decorati a mano. Tra questi ricordiamo la tipica coppa di Pitagora, creata 2.500 anni fa per il desiderio del filosofo di veder bere, da parte di tutti i suoi discepoli, la stessa quantità di vino. Puoi riempire la coppa fino alla sommità della linea e goderti la bevanda ma non superare mai la linea o tutto il contenuto della coppa cadrà via dal fondo e andrà definitivamente perduto. Sulle alte montagne della parte centrale dell'isola si possono ammirare, oltre a dei panorami mozzafiato, anche le viti di Samos con le quali si ottiene i suo famosissimo vino Nelle buie notti invernali, quando i pescatori passano vicini agli irti fianchi del Kerala, la più alta montagna di Samos sempre battuta dai venti, dicono di vedere una luce che simile ad un faro li dirige nella tempesta nella giusta direzione, dicono anche che questa luce è lo spirito di Pitagora, quindi Pitagora che nacque a Samos 2.500 anni fa ed aiutò il mondo con la sua filosofia e la sua matematica vive ancora oggi nei cuori dei pescatori di Samos. Meravigliosa e verde è l'isola più grande dell'egeo molto vicina alle coste turche, il punto più vicino è ad appena un km e due, piena di spiagge dalla sabbia bianca, pittoreschi villaggi, porti pescherecci, la meravigliosa natura, il clima mite, l'enorme interesse archeologico l'hanno fatta diventare presto una frequentatissima località turistica internazionale. Karlovassi seconda città dell'isola è una moderna cittadina che non offre grandi spunti d'interesse turistico, una notevole eccezione è la vicina spiaggia di Potami. Manolates è un tipico paese di montagna, dove hanno trovato rifugio in cerca d'ispirazione numerosi artisti locali. Kokkari, con i suoi bar e i suoi locali direttamente affacciati sul mare, è il più turistico e movimentato centro turistico dell'isola. Ma ecco una vera serata greca. La giornata si chiude con un indimenticabile tramonto. Il tempio di Hera fu uno dei più importanti e imponenti di tutta la Grecia, è qui infatti che secondo la leggenda nacque e crebbe la dea, ma di tanto splendore oggi non è rimasto che una colonna e qualche rovina, più volte ricostruito il tempio fu definitivamente distrutto da un terremoto. Ad Ireon, un paesino situato vicino il tempio di Hera, lontano dai grandi flussi turistici si può ancora veder e vivere la vera atmosfera delle isole greche. Basta infatti andare lungo il molo per ammirare i pescatori che si preparano per andare in mare con le loro rudimentali barche per tornare indietro di circa mezzo secolo. Oh! Finalmente un po' di mare, iniziamo la nostra navigazione. Ci imbarchiamo sulla barca di capitan Vassilis che come presto capirete è piena di matti. Samiopoula che in greco vuol dire piccola Samos è un isolotto a poca distanza da Samos. L'isola ha un'unica spiaggia semplicemente paradisiaca, ma la sua particolarità è il fatto di essere abitata tutto l'anno da una sola persona, una vecchietta di 84 anni, la madre di capitan Vassilis che d'estate, con la sua barca, porta qui frotte di turisti dandogli da mangiare carne e pesce fresco alla griglia e ovviamente un buon bicchiere di ouzo. L'abitazione in cima all'isola include anche un cimitero e una cappella privata dedicata alla madonna. Ed eccoci finalmente di ritorno, ma ci aspetta un ultimo caloroso saluto. Con un piccolo traghetto ci dirigiamo alla volta di Patmos, l'isola dell'apocalisse. Beh! A giudicare dalle condizioni del mare Patmos sembra davvero l'isola dell'apocalisse. Guardate bene la linea del mare attraverso il finestrino e capirete bene quando era forte il movimento della barca. Io Giovanni, vostro fratello, vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos, a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù. Rapito in estasi nel giorno del signore, udì dietro di me una voce potente come di tromba che diceva: quello che vedi scrivilo in un libro e mandalo alle 7 chiese a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Thyatira, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea. Ora come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava vidi 7 candelabri d'oro. Con queste parole Giovanni l'apologista inizia il libro dell'apocalisse, ultimo libro del nuovo testamento. La nostra visita a Patmos, dunque, non può che iniziare dal luogo secondo cui la tradizione il santo ebbe la visione: la grotta dell'apocalisse. Patmos, patrimonio dell'umanità dell'unesco ha un'estensione di 34 km quadrati ed è abitata da appena 3.000 persone, che d'estate però possono diventare anche 15.000. Posizionata nel Dodecaneso settentrionale ha nel turismo al sua unica risorsa economica, con una pianta a forma di cavalluccio marino ha in Skala il suo principale centro, mentre Chora è l'antico paese medioevale e Kampos un tranquillo villaggio. Nel 95 d.c. Giovanni l'evangelista, detto teolodos predicava il cristianesimo ad Efeso, l'imperatore Diocleziano lo esiliò a Patmos, dove condusse una vita ascetica nella grotta dove scrisse, influenzato da visioni, la sua apocalisse. Lasciò l'isola dopo circa 2 anni, da quel momento l'isola divenne luogo di pellegrinaggio per essere poi abbandonata alle incursioni dei pirati. Cinquant'anni anni circa dopo la sua fondazione il monastero, al quale apparteneva l'intera isola, concesse il permesso per la costruzione di case vicino alle sue mura e di creare a poco a poco una piccola chora. L'enorme monastero di S. Giovanni domina con la sua figura scura dall'alto della collina sulle circostanti case tutte bianche, alte 2 o 3 piani, molte delle quali in stile neoclassico. Il monastero con mura spesse e alte, fortificate da rampanti venne costruito nel 1088 dal beato Cristodolus. Il monastero è bizantino e appartiene al patriarcato di Costantinopoli. L'altare maggiore è una chiesa cruciforme a cupola e ha una meravigliosa iconostasi e affreschi. Vicino all'altare c'è il tesoro con relique di santi e oggetti sacri di grande valore e offerte votive molto costose. Oltre l'altare maggiore ci sono altre 8 cappelle, tra cui quella del beato Cristodolus dove è conservato il suo corpo. La biblioteca del monastero, molto importante, contiene circa 3.000 libri, molti dei quali molto rari, 900 codici e 1.300 documenti, tra cui quello del sigillo d'oro dell'imperatore Alessio I Commino. Dalla terrazza del monastero il panorama che si estende su quasi tutta Patmos e le isole vicine è davvero unico. Non c'è niente di più bello di una passeggiata tra le stradine di Chora. Riprendiamo di nuovo il traghetto alla volta di Fourni, ma come avete visto non siamo soli, numerosi delfini incuriositi dalla nostra barca ci scortano fino alla nostra destinazione. Fourni è una piccola isola sconosciuta, per lo più, agli stessi greci, ma è un posto veramente paradisiaco, dove regnano la pace e la tranquillità. Lontana da ogni tipo di flusso turistico, l'isola è sprovvista di strade, ma in compenso qui è possibile vivere la vera atmosfera greca. Stupende spiagge selvagge, mare azzurro e cristallino, panorami mozzafiato completano lo scenario. E non dimentichiamo le ottime taverne che si affacciano sul mare e che offrono solo gustosi piatti di pesce fresco. La pesca, infatti, è praticamente l'unica risorsa economica dell'isola. Come abbiamo detto, solo un km di mare e siamo in un altro continente, siamo in Turchia. Efeso, antica città della Ionia, fu fondata nell'undicesimo secolo a.c. Dagli ioni, divenuta molto presto prospera fu conquistata da Creso, re della Lidia, intorno alla metà del sesto secolo e in seguito alla sconfitta del sovrano da parte di Ciro il grande passò sotto la Persia Nonostante fosse soggetta all'influenza di Atene, durante la guerra del Peloponneso si alleò con Sparta. Alessandro Magno vi ripristinò il regime democratico. Dopo la sua morte la città passò sotto Lisimaco, re della Tracia, che la ribattezzò Arsinoe, poi sotto i re di Pergamo e dal 133 a.c. sotto Roma. Durante l'età ellenistica conobbe un periodo di grande fioritura, in seguito divenne un importante centro di diffusione del cristianesimo, qui vissero S. Paolo e S. Giovanni e nel 431 d.c. fu la sede del quarto concilio ecunemico. Saccheggiata dai goti nel 263 si risollevò nei secoli successivi, nel settimo secolo fu conquistata dagli arabi. Gli scavi Efeso, effettuati dagli archeologi austriaci, iniziarono nel 1874, sono stati portati alla luce la vasta città ellenistico-romana ricca di templi, edifici pubblici, botteghe, abitazioni private, stade, chiese. I monumenti principali sono il magnifico teatro, la biblioteca di Celso, il piccolo tempio di Adriano, la basilica di S. Giovanni. Via dei Kureti si estende dalla porta di Ercole alla biblioteca di Celso, essa era interamente lastricata da lastre di marmo bianco ed era fornita di un sistema di scolo. La strada venne completamente ricostruita con materiali presi da alte costruzioni nel quarto secolo d.c. dopo un grande terremoto. Su entrambi i lati della strada c'erano botteghe, abitazioni, porticati con pavimenti di mosaico. Il tempio di Adriano edificato nel secondo secolo d.c. e dedicato all'imperatore si compone di una facciata corinzia, di un portico e di un'ulteriore facciata in tipico stile siriano. Il fregio mostra Antroclo che uccide un cinghiale, scene di amazzomachia e della guerra tra Teseo e Eracle. L'edificio più importante è la biblioteca di Celso. La biblioteca situata presso l'agorà commerciale che il console Gaius Iulius Aquila fece costruire nel 110 d.c. come monumento sepolcrale per il padre Gaius Iulius Celsius, la facciata è stata accuratamente ricostruita dagli archeologi austriaci, la decorazione su due ordini presenta avancorpi e rientranze e comprende nicchie, edicole e statue alcune perdute, altre frammentarie di varie divinità e personificazioni. All'interno la vasta sala di lettura aveva alle pareti su 2 ordini ballatoi e scaffali per i volumina. Sulla parete di fondo un'altissima esedra ospitava la statua di Atena, sotto quest'ultima vi era la camera funeraria con un bel sarcofago a ghirlanda. Il teatro antico più famoso al mondo è sicuramente quello di Efeso, il primo impianto ellenistico secondo i canoni propri del teatro greco: la cavea è maggiore del semicerchio ed è appoggiato alla collina. Più volte ampliato raggiunse una capienza massima di 24.000 spettatori, edificio di grande impatto visivo grandeggiante da lontano e per chi si avvicina dal porto il teatro è anche celebre per un episodio narrato negli atti degli apostoli. Qui S. Paolo conobbe uno dei momenti più duri nell'ambito dei suoi viaggi di predicazione, mentre svolgeva in città la sua opera di evangelizzazione fu duramente contestato dai venditori di statuine della dea Artemide efesia, divinità molto venerata fin da tempi remoti, la manifestazione avvenne proprio nel teatro, per ore venne scandito il grido: grande è Diana la dea degli efesini. Il santuario di Artemide, uno dei più famosi del mondo antico e annoverato fra le 7 meraviglie del mondo fu più volte ricostruito, l'ultimo rifacimento dopo l'incendio del 356 a.c. Fu promosso da Alessandro Magno. Edificio alle cui decorazioni aveva contribuito anche Skopas , conteneva anche opere di Fidia e di Policleto.
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