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Da Malé a Gulhi, Rihiveli e Kudhiboli
Natale 2008. Malé ci accoglie tra le frange dell'ultimo monsone; gli ultimi scrosci ci accompagnano alla barca che troviamo particolarmente accogliente e anche molto bella. Il tempo non è ancora perfettamente a posto, ma si stabilizzerà di lì a pochi giorni intorno al Natale, anche se a Natale avremo ancora una giornata grigia, un tempo molto suggestivo. Durante tutto il viaggio siamo stati impressionati dalla quantità di cibo che l'equipaggio ci ha preparato con tre o quattro pasti di norma. D'altra parte con tutto il moto che dovevamo fare, molto nuoto soprattutto, dovevamo anche alimentarci adeguatamente. La cucina era internazionale, diciamo così, ma i cuochi hanno fatto di tutto per accontentarci con piatti italiani, anche se i piatti più di carattere locale erano forse preferibili. Durante il viaggio il piatto che non è mai mancato sulla tavola è naturalmente il pesce, pescato da un provetto pescatore facente parte del nostro gruppo. Questo tipo di vacanza è caratterizzato da tante ore di ponte, sbarchi sulle isole, molte ore da stare nell'acqua con maschere e pinne, momenti di socializzazione soprattutto intorno al tavolo da pranzo e comunque tanto relax. Ad alcuni la vacanza può sembrare un po' monotona, ma in realtà non è così perché ogni isola è un mondo da scoprire. Durante la prima tappa ci siamo spostati da Malé a Gulhi e durante questo tragitto il monsone ci ha definitivamente lasciato. Gulhi è il primo dei tre villaggi che abbiamo visitato. Il contatto con la popolazione è cordiale. In questo modo si conoscono le vere Maldive, non le Maldive degli alberghi di lusso, dei resort con le capannine sull'acqua; qui si trovano le vere Maldive e i veri maldiviani. La vita in questi villaggi sembra scorrere lenta, tranquilla, ancora a dimensione umana. Da Gulhi ci spostiamo verso sud passando per Kudhiboli e Kuda Ambaraa. L'atollo è quello di Felihdoo. Il primo contatto con la barriera corallina e le sue meraviglie ci lasciano senza fiato, ma ci rendiamo conto subito di alcune brutte abitudini, come quella di ancorare le barche tra i coralli vivi e che non c'è sempre molta accortezza nel gettare le ancore. Per quanto sia quasi impossibile non prendere un corallo tra questi fondali, certe pratiche dimostrano che la cultura della conservazione non è sempre così radicata neppure tra i maldiviani. In molte isole sono comunque predisposti punti di attracco segnalati con boe. Non appena ci si sposta al di fuori dell'atollo l'oceano si fa sentire. Infatti i pasti dovevano essere consumati velocemente in maniera molto stabile e non appena le onde erano più alte dovevamo sbaraccare tutto e quindi tutti fermi ai loro posti. Le isole hanno nomi suggestivi, ma di difficile pronuncia e preferiamo riportarle nelle immagini del film secondo la trascrizione che ci hanno dato gli amici dell'equipaggio. In un primo paradiso, Kudhiboli, abbiamo festeggiato la sera della vigilia del Natale, precisamente con un barbecue approntato in maniera divina. Durante la giornata del Natale la giornata è andata ingrigendosi come conviene a qualsiasi bianco Natale.
Da Kudhiboli, a Kuda Ambaraa, Bodumohoraa, Fotteyo, e Felidhoo
Da Kudhiboli facciamo rotta verso Fotteyo. La gente si sposta da un isolotto all'altro con i dhoni. Naturalmente gli isolotti abitati contano pochissimi abitanti e le imbarcazioni di linea sono semi-deserte. Naturalmente in vacanza ogni occasione è buona per divertirsi e quindi noi ne approfittiamo spesso con qualche gioco di società, o con lo scambio di doni scherzosi. Per la sera del 25 l'equipaggio ha preparato una sala da pranzo addobbata di fiori fatti con le foglie della palma e in questo sono davvero maestri, riescono a creare delle cose splendide. Ancora in navigazione incontriamo fondali splendidi, un mare con colori ancora più splendidi, lingue di sabbia e isole. L'inquinamento purtroppo è visibile anche alle Maldive. D'altra parte lo tzunami ci ha messo anche del suo perché l'onda maledetta ha portato con sé anche tanti rifiuti che ha abbandonato su questi litorali, soprattutto grandi tronchi che sono tuttora visibili. Comunque al di là di questo lo smaltimento dei rifiuti non è sempre canonico. Purtroppo abbiamo constatato che qualche volta può succedere che le barche di passaggio gettino i rifiuti direttamente in mare anche se è lontano dalle isole in direzione dell'oceano aperto, tuttavia questa spazzatura in qualche modo ritorna poi al punto di partenza. È incredibile quello che si trova sulle spiagge, per quanto sempre paradisiache, come ad esempio un barattolo di Nutella pupazzetti di gomma, ciabatte, di tutto e di più. A Fotteyo il nostro capitano ci vuole fare assaggiare i cocchi direttamente colti dalle piante e così anche questa volta riusciamo a fare la nostra overdose di calorie. Con una sorsata accumuliamo calorie che stanno alla pari con il pranzo di Natale. L'equipaggio è sempre stato splendido, sono sempre molto accoglienti e generosi con i loro ospiti. Quando alle Maldive il cielo o si copre si crea un'atmosfera molto particolare che definiremmo struggente. Non ci lasciamo però prendere dalla malinconia se non per pochissimi attimi. Ci spostiamo invece tra i pantani che arrivano sin sulla spiaggia cercando di riempire il tempo a nostra disposizione in qualche modo, come facendo gareggiare i paguri per noi o facendo foto ricordo. I fondali hanno anche qui continuato a mostrarci le loro meraviglie. L'unica cosa che si può fare in questi luoghi è lasciarsi andare. Lasciarsi tutto alle spalle e godersi il momento. Ci spostiamo a nord verso un altro villaggio: Felidhoo. La nostra imbarcazione è dotata di un mezzo di appoggio, un dhoni,1'imbarcazione tipica maldiviana. La nostra però non è di legno, bensì di ferro, con una struttura moderna completamente attrezzata per portare sommozzatori nei vari safari in giro per gli atolli. Sul dhoni è riposto tutto il necessario, tutto l'equipaggiamento per chi volesse fare pesca subacquea o pesca d'altura. Il nostro dhoni partiva al mattino andando a pescare e tornava carico di pesce. Tra i pesci pescati tonni, un pesce vela, cernie, polpi ed altri ancora. Si può dire che il nostro pescatore abbia alimentato tutto il gruppo, a parte l'unico vegetariano, per tutto il periodo.
Da Felidhoo a Fulidhoo
L'equipaggio ha preparato la barca per il capodanno con una serie di frange, specie di gonnellino intorno all' imbarcazione. Felidhoo è un centro importante, forse uno dei villaggi popolosi. In queste isole si fanno degli incontri molto interessanti. Invidiamo la serenità di questa gente e dobbiamo dire che in mezzo a queste case si prova una sensazione di serenità indicibile. Il ritmo è ancora umano. Ci aggiriamo tra le viuzze di sabbia, mentre il muhezin intona il suo canto dalla moschea. Secondo Sir Thor Heyerdahl il dhoni tradizionale deriverebbe addirittura dall'imbarcazione di papiro egiziana. Intanto la nostra barca viene ulteriormente decorata con il gran pavese e s'illumina a festa. L'equipaggio in pausa si scatena e dobbiamo notare come i ragazzi locali pur essendo tutti oltre i vent'anni abbiano comportamenti di una ingenuità che i nostri della stessa età hanno perso da tempo. Ci spostiamo verso nord per sbarcare in un altro villaggio, Fulhidhoo. Anche qui notiamo che i maldiviani sono sempre molto curati nelle loro persone, molto attenti anche nell'abbigliamento. Abbiamo visto abitazioni che accoglievano nel loro interno più persone, diversi bambini, eppure tutto appare dignitoso, pulito e nella modestia colpisce l'ordine, la pulizia, soprattutto intorno alla moschea. Ognuno spazza di fronte alla propria casa qualche foglia secca che si è depositata sulla pavimentazione di sabbia e comunque scopano coscienziosamente con delle scope fatte di ramoscelli. In ogni villaggio abbiamo trovato un campo sportivo e molta passione per il calcio, per questo sport dove gli italiani figurano al primo posto nel tifo internazionale. In fondo per visitare questi villaggi e godere appieno dell'atmosfera è sufficiente trattenersi a delle regole di buon senso. Anche al di là della lingua si riesce poi a simpatizzare, a comunicare e questo è forse il lato più bello della vacanza, quello dell'incontro con i locali. In tutto il mondo le ore che precedono il tramonto sono quelle dedicate al passeggio, lo struscio. Il tramonto è il momento dell'attesa. Ci si siede e si aspetta. Le suggestioni qui sono davvero grandi. In queste isole abbiamo notato che ci sono alberi vecchissimi, alcuni probabilmente che precedono addirittura l'insediamento odierno. Ricorda molto la presenza del grande albero dei villaggi indiani. In questi posti poi fanno molta tenerezza sia i bambini sia i vecchi, non si sa quali più dei due, e tutti godono di una grande considerazione e rispetto. In questi luoghi il sociale è ancora un valore, noi ce lo sogniamo il senso di collaborazione che esiste in questi villaggi. Al tramonto dobbiamo venircene via, anche perché l'illuminazione è scarsa, fatiscente, e si sono delle regole da seguire.
Da Fihaalhomi a Rasfari, Boduhithi e Kagi (incontro con le mante)
Lasciato l'atollo di Felidhoo tentiamo di raggiungere l'atollo di Aari. Purtroppo il mare agitato e l'instabilità della nostra imbarcazione non ce lo permette. Dopo alcuni tentativi il capitano decide di tornare indietro. Ne è valsa comunque la pena perché sotto il pontile di un'isola che potrebbe essere Rasfari, abbiamo avuto un dono meraviglioso, quello di poter nuotare in mezzo a un fiume immenso di piccoli pesciolini d'argento che giocavano con noi. Rasfari è un'isola molto amata dai sub e subito capiamo il motivo di tale preferenza. Kagi è un'isola nel nord dell'atollo di Malé Nord: è impossibile non ricordarne il nome tanto è indimenticabile. Circondata da un mare stupendo, ci ha permesso di fare degli incontri straordinari. Il Capodanno è iniziato nella maniera migliore, lunghe nuotate in compagnia di tartarughe marine. L'isola è poi cosparsa di frammenti ceramici, reperti archeologici di un'epoca pre-islamica quando i maldiviani praticavano ancora l'induismo e poi il buddismo, secondo quanto già ben rivelato nel libro di Sir Thor Heyerdahl "Il mistero delle Maldive". Sulla via del ritorno abbiamo una sorpresa: vengono avvistate delle mante e abbiamo l'occasione di nuotare fra di esse, che è un'esperienza ancora una volta indimenticabile, una grande emozione che forse vale da sola un viaggio alle Maldive.
Da Coco Palm a Hulhemale (lagoon Ankern) per l'aereoporto di Hulhule
Il viaggio dunque prosegue e ci avviamo verso la destinazione finale, Malé, ma prima ci vogliono far vedere uno dei famosi holiday resort dove si spendono dei patrimoni per notte e dove è tutto un po' falso rispetto alla vera natura delle Maldive, almeno questa è la nostra opinione. Visitiamo Cocco Palm. In questi villaggi si ha l'idea delle Maldive più che le Maldive stesse, comunque per carità, la vacanza può essere fatta anche così, soprattutto per coloro che devono riposarsi a tutti i costi quando è un must doversi riposare. Infine anche noi siamo caduti nella trappola della vacanza da viaggio di nozze, da cifre da capogiro, forse perché in fondo è bello farsi coccolare. Talvolta l'aspetto accattivante e curato di questi luoghi scade in cattivo gusto, come quando notiamo le stelline in fondo alla piscina che riflettono il cielo vero e denso di stelle come quello davvero unico che si può ammirare da queste parti. Siamo consci che anche il nostro o viaggio non è un viaggio modesto con una barca qualunque, ma quantomeno ci ha permesso di entrare a contatto con delle realtà più vere e di gustare un viaggio più a dimensione umana. Ma ecco l'inevitabile, il classico imprevisto sulla via del ritorno: quasi a destinazione la nostra barca si rompe. E il danno è costoso e irreparabile, non c'è stato altro da fare per il piccolo dhoni che trascinarci sino alla laguna di Ankern e lì aspettare il momento giusto e propizio per il volo di ritorno. L'aeroporto è molto vicino. Siamo alla fine del viaggio e festeggiamo questo momento danzando tutti insieme e la sera stessa l'equipaggio ci ha voluto salutare con una sorpresa, suonando musica maldiviana, soprattutto percussioni, e danzando per noi. Non avremmo mai sospettato che fossero così bravi, abituati com'eravamo a vederli trafficare intorno tra funi e ancore. È stata una serata piacevole ed emozionante. Dal vicino aeroporto di Hulhule ci imbarchiamo per Dubai. L'ultimo ricordo comunque che abbiamo delle Maldive è quello di un paradiso visto dall'alto. Sì, d'accordo, giù abbiamo visto che cos'erano da vicino, ma dall'alto è stato ancora un ennesimo tuffo al cuore. Tutti questi anelli sembrano gigantesche bolle nell'acqua, è una cosa magica. Se poi si pensa alla vita che c'è sott'acqua, l'atmosfera, non possono che lasciare un ricordo splendido. Ognuna di quelle piccole isole e il paradiso, immaginarsi quindi quanti paradisi ci sono, sono un numero infinito ancora imprecisato, alcune isole spariscono altre si formano.
Dubai
Dubai è stata una tappa forzata per via della coincidenza. Dubai è una città in pieno sviluppo, che in questo momento ha i suoi problemi economici, città elefantiaca. Qui facciamo l'esperienza di provare un gran freddo, perché l'aria condizionata negli alberghi, nei centri commerciali, dovunque, è molto spinta e quindi si finisce poi per provare un senso di disagio se non addirittura freddo come nel nostro albergo dove abbiamo dovuto, per far fronte alla notte, riempire la vasca da bagno di acqua calda tanto per stiepidire l'ambiente. Visitiamo la città e possiamo ammirare delle opere architettoniche grandiose, strafirmate dai più grandi architetti del mondo. D'altra parte ci sono anche quartieri interi che sono invece a dir poco pacchiani, kitsch. Dubai è tutta una la costruzione di grattacieli immensi; pare che facciano a gara per il grattacielo più alto. Viene da dire che tuttavia hanno una loro suggestione. Soprattutto queste facciate di specchi, che riflettono altri specchi, creano una grande suggestione. Notiamo il grattacielo più alto o uno dei più alti del mondo, circa 700 m, la famosa vela eccetera, tuttavia l'impressione che riceviamo è di essere fuori posto, perché Dubai è tutta troppo, troppa ricchezza, troppo lusso, troppe altezze. Non siamo riusciti ad andare all'albergo Atlantis dove c'è l'acquario più bello di Dubai e ci siamo accontentati di uno più modesto all'interno di un grande centro commerciale, che valeva comunque la pena di vedere. Certo che dopo aver visto tanti pesci così belli, così splendidi, così liberi, questo, nonostante la grandezza, appare riduttivo. Questo è un acquario che vuol essere soprattutto spettacolare, fatto per sorprendere quindi con molti squali e pesci che in qualche modo possano stupire. Quando pensiamo agli allarmi che ogni tanto leggiamo sui giornali, dei pericoli di estinzione di alcune specie della barriera corallina ad opera soprattutto della pesca incontrollata per scopi alimentari della cucina orientale, non possiamo non meditare sul fatto che questo habitat non è inesauribile. Sempre in una temperatura piuttosto bassa visitiamo la pista di pattinaggio su ghiaccio, suggestiva per l'incontro tra il costume locale e un'attività così, tra virgolette, fuori luogo. Decolliamo con il confort degli arab emirates e terminiamo così il nostro viaggio.
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