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Le città del sud-est asiatico hanno un gusto inconfondibile, avete presente le caramelle mou? Quelle che si mangiavano da bambini e che resistevano tenacemente ai denti per poi liberare quel gusto pieno di zucchero e latte? Ecco questa è Hanoi.
Questo viaggio è dedicato al Vietnam del nord con le sue minoranze etniche e i suoi paesaggi mozzafiato. Il circuito Hanoi- Hoa bihn - Mai Chau - Son La e Sapa è la zona vietnamita meno battuta dal turismo tradizionale e visitarla è come immergersi nelle realtà autoctona delle minoranze etnich.e
Il mercato è sempre stato un luogo di aggregazione e socializzazione prima ancora che per commerci. Lo è ancora di più per la gente di montagna che vive in paesini remoti e isolati. L'appuntamento settimanale è un evento importante e non si manca per nessun motivo anche a costo di arrivarci a piedi con la mercanzia sulle spalle.
Come a Lung Phing, sperduto paesino tra le montagne, dove si incontrano solo persone del posto o dei paesini vicini.
Il mercato di Can Cau è una cosa meravigliosa, un tripudio di colori, anche se l'etnia è quella degli H'mong a fiori, il vestito delle donne di questa zona è unico, siamo molto vicini alla Cina, precisamente allo Stato dello Yunnan e se ne sente l'influenza. Gli abiti sono tutti adornati di colorate perline, solo le donne ormai continuano questa tradizione. Gli uomini hanno già cominciato a vestirsi all'occidentale.
La strada per arrivare è lunga, l'impegno che comporta un mercato occupa tutta la giornata e prendersi cura di se o ristorarsi è d'obbligo.
Il mercato domenicale di BacHa è quello più famoso della zona, essendo comodo da raggiungere è molto frequentato dai turisti e se ne vedono i segni. In questo mercato si può notare il tempo che cambia, il passato che slitta nel futuro con le cineserie che la fanno da padrone.
Quando non e invasa per il mercato, bac Ha è un posto davvero piacevole e tranquillo dove trascorrere alcuni giorni.
Bac ha è anche il punto di partenza per effettuare rilassanti passeggiate nei villaggi di montagna.
In questa zona vedremo gli unici villaggi poveri, i bambini difficilmente vanno a scuola perchè devono aiutare nei campi. Gli H'mong di questa zona non hanno capacità nella conservazione e trasformazione degli alimenti, non sono neanche abili commercianti, questo fa si che il loro tempo sia tutto dedicato ad un lungo e faticoso lavoro nei campi.
Anche Sapa è una cittadina interessante da visitare benchè molto turistica, lo si capisce dagli innumerevoli caffè e ristoranti con menù internazionali. Noi pranziamo al mercato in un'atmosfera decisamente più casalinga.
A Sapa si viene per le innumerevoli opportunità di trekking nei paraggi. E così sarà anche per noi. La nostra prossima meta sarà passeggiare fra le etnie Giay e Dzao rossi del villaggio di Ta Van. per arrivarci occorre attraversare il Tram Ton Pass, con i suoi 1900 metri è il passo più alto del vietnam, se non ci fosse la nebbia si potrebbe vedere il phanxipan, la vetta più alta con i suoi 3143 metri.
Sempre inseguiti dalla pioggia facciamo una sosta alla cascata Thac Bac ovvero cascata d'argento. Si chiama così da argent, soldi in francese, perchè nelle sue acque si possono trovare delle pagliuzze d'oro, con le quali le donne del posto si rivestono i denti.
Arrivati a TaVan alloggiamo in una guest-house delle minoranze, per poterlo fare occorre un permesso statale. (La struttura su 2 piani è bellissima e ci sentiamo a casa).
"La brume, le matin il y a toujour la brume", questa semplice affermazione di Hang mi riporta ad un luogo conosciuto, la val padana. La familiarità genere una sorta di miopia, la distanza ha il suo fascino, è questo che attrae il viaggiatore verso l'orizzonte come una calamita ma tout le monde c'est pays e mi assaporo la nebbia padana.
In ogni viaggio, l'itinerario prende sempre il sopravvento su qualsiasi situazione, non ha nessuno scrupolo, è l'ossessione di ogni viaggiatore. Vorremmo essere vagabondi liberi da ogni vincolo ma non è mai così....e partiamo per il trekking previsto.
Il posto ci sorprende subito per la sua bellezza, camminiamo in mezzo alle risaie e a scene di vita quotidiana. Il villaggio di Ta Van è unito da un punto sospeso, da una parte vive la comunità dei Giay dall'altra la comunità dei Dzao rossi.
La visita alla scuola è stata una piacevole sorpresa. I bimbi sono tutti attenti e disciplinati. Spetta alla scuola l'insegnamento dell'educazione non ai genitori. Le mamme che hanno più disponibilità portano alla scuola una razione doppia di cibo, in modo che, tutti i bambini possano avere una ragione equa di cibo.
La pioggia ha deciso che sarà in nostra compagnia tutta il giorno, arrivare a piedi alla prossima meta con questo tempo non è molto piacevole così decidiamo di andarci in moto. Cat Cat è un vecchio villaggio H'mong, il suo gruppo etnico è rimasto l'unico a praticare il vecchio stile di vita. Qui è ancora vivo il "pulling wife". Un uomo può chiedere ad un amico si condurre presso la sua casa una ragazza di suo gradimento e trattenerla per alcuni giorni. Durante questi giorni la ragazza decide se diventarne la moglie. In caso contrario se ne può tornare tranquillamente a casa. Per mantenere viva questa tradizione, il luogo è diventato un paese-museo e per visitarlo si paga un biglietto d'ingresso. In questa zona sopravvive anche un bellissimo bosco di bambù e l'abitudine di esibirsi in danze tradizionali.
Un altro posto dove merita sicuramente fare una passeggiata, è il paesino di Trung Do, per arrivarci occorre imbarcarsi sul fiume Chay e fare mezz'ora di navigazione.
Per meglio inquadrare i due ceppi etnici più importanti, Thai e H'mong, è bene ricordare che i primi si riconoscono per le case su palafitte e per il costume femminile composto da gonna, camicia con fermagli argentati, capelli racchiusi a chignon sopra la testa Vivono nelle pianure. I secondi costruiscono le loro abitazioni a livello del suolo, le donne sotto una tunica lunga al ginocchio, indossano,dei pantaloni o dei gambali fatti di strisce di tessuto arrotolate intorno ai polpacci. Vivono solitamente sulle colline e scendono a valle per scambiare merci.
Entrare in una casa altrui è sempre un gesto invadente se fatto con la presunzione di poterselo permettere per i soldi. Ma qui non è così, le case ti vengono aperte e ti offrono il te o dell'alcool, un gesto di ospitalità che si trova raramente ormai. Non chiedono soldi, non chiedono regali, ti aprono semplicemente la porta. Ed ecco che allora sei tu che vuoi fare dei doni, quando mai si va a trovare un amico senza un mazzo di fiori o una bottiglia di vino?!
Quando invece c'è l'anziano/a del paese o della casa, è buona norma offrire una cifra in denaro, molto contenuta, e augurare buona salute. i bimbi, come in tutto il mondo, se gli dai una caramella ti sorridono contenti.
Ma la vita quotidiana non avviene solo nelle case anche il ciglio della strada ne fa parte, oltre a costituire un punto d'incontro e nelle giornate di festa. I ragazzi non si avvicinano alle ragazze ma è ugualmente un buon modo per osservale. È utile per lavorare canna da zucchero e manioca, spazi così grandi e asciutti, non esistono nelle abitazioni.
Percorrendo le sue strade, si nota inevitabilmente di come il vietnam sia un paese pieno immerso nell'acqua- le risaie sono ovunque e il lavoro che ne comporta è faticoso ed enorme, svolto principalmente a mano e dalle donne.
Siamo ormai al termine di questa bellissima esperienza fra le minoranze etniche del nord. Come dimenticare... E' stato un girovagare fra sorrisi e porte aperte.
Per tornare ad Hanoi prendiamo il treno notturno da Cai Lao, cittadina di frontiera all'estremo nord. Da questo ponte i cinesi arrivano per i loro commerci e si possono vedere i grattacieli cinesi
Ritornati ad Hanoi, il nostro itinerario ci porterà a visitare la parte sud, tra la zona di nihn Bihn e la baia di Halong. Mentre nel giro precedente le escursioni principali avvenivano via terra e a piedi, qui sarà l'acqua e la navigazione a farla da padrone, e ci scopriremo girovaghi fra canali e baie.
Situata a 80 km da Hanoi, in uno scenario altamente suggestivo, la pagoda dei profumi è una delle località religiose più importanti per i buddisti in vietnam. per raggiungerla è preferibile usare una barca e si attraversa un paesaggio irreale.
Durante la navigazione si raccolgono ninfee ... serviranno per le offerte dopo un'ora di navigazione si raggiunge la prima pagoda,
La pagoda dei profumi è in realtà un complesso di pagode e templi costruiti su una montagna calcarea in un paesaggio straordinario ora è tutto in ristrutturazione, a breve si terranno i festeggiamenti per il millesimo anno dalla fondazione di Hanoi e i 120 anni dalla nascita di Ho Chi Minh. Molti lavori vengono fatti fare dalle donne perchè costano meno degli uomini.
Con la pioggia il sentiero per arrivare in cima alla montagna è scivoloso, prendiamo quindi la cabinovia per arrivare alla grotta.
Il suono: Parfume in vietnamita significa "grotta" quindi pagoda nella grotta. Anche in questo caso il nome è stato erroneamente capito dai francesi ed è stato tradotto con parfume/profumo. Ed è la grotta più bella della zona!
La vita del popolo vietnamita è stata influenzata da quattro grandi religioni e filosofie: l'animismo, il buddismo, il confucianesimo, il taoismo e il cristianesimo ma la maggioranza dei vietnamiti il 70%, si definisce buddista.
L'unione di religioni e culti crea le sue architetture, ed ecco che la prima cattedrale cattolica veste le sembianze di una pagoda cinese avvicina i gusti delle persone, ed ecco che le giovani spose si vestono di bianco nel loro giorno più importante, cerimonie e ricordi si rifanno ad una forma più occidentale.
Oggi finalmente uno spiraglio di sole e la mattina partiamo per andare a fare un giro in bici fra le risaie. Dal paesino di Bich Dong, pedaliamo in buona compagnia fra picchi che si specchiamo nella acque della risaie appena seminate. Girovaghiamo un'oretta e visitiamo la graziosa pagoda nella roccia di Chua Trung, chi beve la sua acqua, avrà buona salute per tutto l'anno.
Chi viene nella regione dei Nihn Bihn non può mancare l'escursione in barca sul fiume Ngo Dong nel parco nazionale di Cuc Phuong la meta da raggiungere è Tam Coc, letteralmente significa "le tre grotte" con una crociera di circa due ore.
A Tam Coc abbiamo tastato il primo approccio turistico ma sarà ad Halong bay che il colore dei soldi si manifesterà in tutta la sua potenza La baia di Halong è patrimonio dell' UNESCO detta la baia del drago discendente, "Ottava meraviglia del mondo"
Ci sono circa 3000 isole e scogliere carsiche traforate di caverne che emergono dal mare, le loro forme bizzarre alimentano fantastiche leggende. Le giunche che scivolano silenziose sulle acque trasparenti rafforzano questo alone pregnante di irrealtà e di mistero. Visitiamo la grotta di Hang Sung Sot con stalattiti e stalagmiti accompagnati dagli immancabili aneddoti che queste meraviglie della natura comportano. scendiamo all'isoletta di Dao Titop, e arriviamo in vetta, il cielo per un momento si apre e ci godiamo un panorama stupendo. La notte scenderà rapida sull'acqua portandosi dietro le sue luci e nell'atmosfera calda che solo una crociera sa liberare, ci abbandoniamo, turisti fra turisti, a libagioni e danze. La nebbia del mattina avvolge la baia nel mistero e il nostro capitano ci riconduce al porto.
Trent'anni dopo la fine della guerra contro gli americani e cinquant'anni dopo la fine della guerra d'indipendenza dai francesi, la capitale del Vietnam trasuda sensualità. Hanoi è ancora bella, anzi bellissima! Hanoi ... la città che sorge nell'insenatura del fiume come dice il suo nome, Avvolta com'è dalle acque intense del Fiume Rosso. E noi abbiamo gli ultimi giorni per conoscerla e assaporarla meglio in tutta la sua bellezza.
Le case sono palazzine larghe al massimo tre metri e alte tre o quattro piani. Per sfuggire ai costi elevati del terreno s'innalzano pavimenti, ballatoi e scale, interrotte da colonnine e cancelletti che delimitano gli spazi contribuiscono a darle un'aria irresistibilmente romantica.
Poi ci sono i risciò. Non più tirati da un uomo ma issati su due ruote, spingono sperduti turisti sudati tra lo sfiato dei motorini. Il governo, uno dei cinque regimi ufficialmente comunisti rimasti al mondo, sta vagliando una serie di piani per chiudere il centro storico, i suoi vicoli troppo stretti per il traffico di questo secolo. in città sopravvivono i piccoli negozi le botteghe dove acquistare vestiti colorati, scarpe a poco prezzo, spesso importate dalla Cina, per le strade contadini a piedi con ceste in bilico su un'asta appoggiata sulle spalle - li vedi spersi in mezzo all'asfalto, ma tranquilli, mentre i motorini fanno lo slalom e a volte si fermano a comprare. Il bello di Hanoi e che la vita scorre più lentamente che nella frenetica Saigon, nel sud del Paese, tutta presa dal commercio e dalle firme del consumismo internazionale. La ricchezza qui arriva, ma con calma. Si mangia ancora su sgabelli di plastica in mezzo al marciapiede, II ritmo di Hanoi si ascolta all'aperto come nei teatri, dove danzano marionette sull'acqua. Ai ragazzi piace invitare la propria fidanzata nei locali di tendenza o nei loro ristoranti s"Il cibo vietnamita e più buono e sano di quello cinese, così olioso".
II fascino di Hanoi è nell'equilibrio tra vinti e vincitori, tra le rivendicazioni del presente e le suggestioni straniere del passato. Il popolo vietnamita ha resistito orgogliosamente alle bombe americane e agli architetti russi.
Alle 10 di sera si ode un campanello, è il richiamo per portare fuori l'immondizia da buttare e poi hanoi va a dormire.
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