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Partiamo dall'Italia con un volo che dopo uno scalo tecnico a Jakarta ci porta a Bali. L'isola di Bali rappresenta la nostra base di partenza per l'itinerario che ci siamo preposti e cioè visitare le isole della Sonda, nella parte orientale dell'Indonesia, isole poco turistiche ma molto affascinanti.
Bali, chiamata anche l'isola degli Dei, è una delle più piccole isole dell'arcipelago indonesiano, ma è di gran lunga la più frequentata dai turisti per la presenza di lunghe e superbe spiagge, montagne e foreste straordinarie e una popolazione di una gentilezza sorprendente.
La maggioranza della popolazione professa la religione induista. I balinesi venerano le stesse divinità degli hindù dell'India, ma con alcune peculiarità, infatti oltre alla trinità di Brama, Shiva e Visnu, hanno anche un Dio supremo chiamato Sanghyang Widi.
Ci fermiamo poco in questa isola ma riusciamo a visitare alcuni siti importanti come il Tanah Lot, tempio induista conosciuto soprattutto per i magnifici tramonti.
La spiaggia di Kuta rappresenta il luogo dove i turisti di tutto il mondo si ritrovano per celebrare insieme la grande kermesse delle vacanze.
Sulla punta meridionale di Bali si trova il tempio Uluwatu. Posizionato in cima ad una scogliera gode di una vista magnifica considerata una delle più belle dell'isola.
Da Bali in volo raggiungiamo l'isola di Sumba. Ospita la cultura tribale più ricca dell'Indonesia con la sua atmosfera da luogo sperduto, le sue case di paglia, le colossali tombe megalitiche e i cruenti funerali.
Anche se oggi la magior parte degli isolani è di religione protestante persiste ancora il culto dei Marapu, divinità e spiriti degli antenati, che vengono rievocati in occasione dei Pasola, combattimenti similati tra le diverse tribù che rievocano le battaglie che di tanto in tanto scoppiano nell'isola.
Il villaggio tradizionale di Sumba è strutturato in 2 file parallele di capanne di paglia, rettangolari, su palafitte, il cui tetto sale dai 4 lati e termina con una punta. Nel sottotetto vengono posti oggetti legati ai Marapu. Nella piazza centrale viene posta una grossa pietra sormontata da un'altra pietra piatta sulla quale vengono fatte le offerte ai Marapu protettori del villaggio.
Nella cittadina di Waikabubak , ad ovest dell'isola, ci immergiamo tra la folla in uno dei mercatini più importanti della regione.
Dopo aver visitato un altro villaggio a sud ovest di Waikabubak ci dirigiamo verso la costa dove ci attende un idilliaca spiaggia di sabbia bianca, Pantai Marosi, dove gli unici turisti presenti siamo noi.
A nord ovest dell'isola, nella regione di Kodi, visitiamo il più grande mercato della regione che si tiene il mercoledì. Ci serviamo dell'ausilio di una guida in quanto questa regione è considerata infestata da fuorilegge e gli stessi sumbanesi di altre regioni diffidano dei suoi abitanti.
Nella punta ovest dell'isola visitiamo un'altra spiaggia incontaminata dove un gruppo di bambini ci circonda e un signore del posto dedica una danza erotica alle ragazze del nostro gruppo.
Facciamo ritorno a Waingapu, una cittadina gradevole polverosa e piuttosto estesa. E' il principale punto di accesso a Sumba in aereo o via mare.
Una spiaggia a pochi Km. da Waingapu, che raggiungiamo in moto guidate da ragazzi del posto, ci permette un po di relax prima della partenza per Timor.
Rimaniamo bloccati 2 ore all'aeroporto per il funerale del governatore dell'isola e rimaniamo impressionati dalla massa di moto che seguono il feretro.
Dall'isola di Sumba raggiungiamo l'isola di Timor Ovest dove nella cittadina di Kupang trascorriamo una piacevole serata nelle strade piene di gente indaffarata. La mattina dopo con un altro volo raggiungiamo la punta orientale dell'isola di Flores.
A Larantuka ci imbarchiamo alla volta dell'arcipelago delle isole Solor dove si trova l'isola di Lembata molto affascinante che però richiamo uno scarso numero di visitatori, circa 200 presenze all'anno.
Lewoleba, cittadina molto tranquilla, è il principale centro abitato dell'isola dove molto carinamente i suoi abitanti ci accolgono donandoci una corona di foglie.
Con un pulmino ci dirigiamo a sud dell'isola nel minuscolo villaggio di Lamalera, povero ma estremamente ospitale. Qui si pratica la caccia alla balena alla maniera tradizionale e cioè utilizzando soltanto piccole barche e arpioni. Ne vengono catturate dalle 15 alle 25 all'anno e gli abitanti del villaggio non sono soggetti a divieti internazionali.
Prima della partenza per Larantuka nell'isola di Flores, assistiamo ad una festa locale con costumi tradizionali.
Ci imbarchiamo di nuovo in un traghetto a dir poco fatiscente e sfidiamo il mare insieme a persone del posto, galline e capre.
Flores, isola affascinante, è attraversata da una catena di vulcani attivi e da vallate verdeggianti che danno luogo ad un complesso sistema di valli a forma di V.
Oggi nell'isola predomina la religione cattolica, ma accanto al culto cristiano convivono ricche tradizioni indigene.
A 26 Km. ad est di Maumere ci fermiamo a Waiterang dove una stretta spiaggia ombreggiata da palme di cocco, costituisce una tranquilla e rilassante alternativa alla confusione della cittadina più vicina.
La mattina dopo prendiamo il largo per un escursione sulla barriera corallina vicino all'isola di Pangabaton.
L'isola di Pangabaton è talmente piccola che in poco più di mezz'ora riusciamo a fare il giro completo. Sulla punta ovest vi si trova un piccolo villaggio su palafitte i cui abitanti, molto poveri, si dedicano alla raccolta delle alghe.
Sulla costa meridionale, a 25 Km. da Maumere, è situata Sikka, uno dei primi insediamenti portoghesi di Flores. Oggi la località è interessante soprattutto come centro di tessitura dell'Ikat che è il tipico tappeto indonesiano.
Una delle attrattive più spettacolari di Flores è il vulcano Kelimutu che presenta 3 profondi crateri con altrettanti laghi all'interno la cui peculiarità è il colore dell'acqua che va dal turchese al marrone e al nero, dovuto alla presenza di diversi minerali.
Costeggiamo a sud l'isola per un bel tratto, attraversiamo Ende e Bajawa e poi ci dirigiamo a nord ed arriviamo a Riung, un tranquillo villaggio di pescatori, base di partenza per visitare il parco delle 17 isole.
In una di queste isole, l'isola di Ontoloe, è presente una grande colonia di grandi pipistrelli.
Spiagge bianchissime, acqua cristallina e una varietà di pesci fanno di queste isole un paradiso per lo snorkelling e le immersioni.
Sulla strada per Ruteng, ai piedi del vulcano Inerie, è situato Bena, uno dei villaggi più tradizionali della etnia Ngada.
Poco prima di arrivare a Ruteng assistiamo a delle danze tradizionali che in realtà sono dei combattimenti simulati che rappresentano le guerre che venivano combattute tra le diverse tribù fino a non molto tempo fa.
Finalmente arriviamo all'estremità occidentale di Flores da dove ci imbrchiamo per continuare il nostro itinerario che ci riporterà a Bali.
Vicino all'isola di Rinca, ci immergiamo nelle sue splendide acque dove possiamo vedere una flora e una fauna marina che no hanno niente da invidiare ad altre barriere coralline.
Rinca fa parte del parco nazionale di Comodo. Nelle 2 isole, desolate ma bellissime, situate tra Flores e Sumbawa, vive un rettile gigantesco, il leggendario drago di Komodo o varano.
La lucertola più grande del mondo può raggiungere i 3 metri di lunghezza, i 100 Kg. di peso e nutrirsi di animali di grandi dimensioni come il cervo, il bufalo e l'uomo stesso.
L'aspra Komodo con le sue colline costellate di burroni e consumate dal sole, è la maggiore delle isole del parco nazionale. Con una guida locale, facciamo un trekking di mezz'ora circa, alla caccia dei varani.
Da Komodo una lunga traversata ci porta sull'isola di Moyo. Situata non lontano dalla costa nord di Sumbawa, è in gran parte una riserva naturale.
Dopo un'altra giornata di navigazione, sbarchiamo a Lombok. E' la destinazione più popolare delle isole della Sonda con le leggendarie isole Gili dove si possono praticare molte attività in acqua e fuori dall'acqua.
Sengiggi, sulla costa occidentale dell'isola, è la principale località balneare di Lombok. Assistiamo al Rudat, una danza di guerra eseguita da coppie di uomini accompagnati da cantanti, tamburelli e tamburi.
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