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Con i suoi 3000 anni di storia, lo Yemen è uno dei paesi più affascinanti del mondo arabo.
Abitato da 18 milioni di persone, lo Yemenconfina a nord con l'Arabia Saudita e a est con l'Oman. Le sue coste occidentali sono bagnate dal Mar Rosso, mentre la parte meridionale del paese di affaccia sull'Oceano Indiano.
Situata su un altopiano di 2360 mt., San'à, capitale dello Yemen, è considerata la bella città della penisola arabica. Con le sue fiabesche architetture, ispirò negli anni '70 il regista italiano Pier Paolo Pasolini, che girò in questa città alcune scene del suo film "II Fiore di mille e una notte". Abili artigiani ancora oggi s'impegnano nella composizione di policrome, trovando nel vetro colorato un materiale alternativo dell "alabastro, usato in passato.
Dietro queste finestre, dentro queste case, giorno dopo giorno, la donna yemenita consuma la sua esistenza, dedicandosi interamente alla cura della famiglia e dei numerosi figli. Quando esce di casa essa è rigorosamente coperta. Questa immagine di un avambraccio scoperto, qui nello Yemen, può considerarsi uno scoop. Anche se alle donne yemenite viene negato di mostrare anche un centimetro del proprio corpo, queste non dimenticano il piacere di abbellirsi comprando vari monili ed oggetti d'oro. San'à è anche la città delle 100 moschee, il cui interno purtroppo è rigorosamente vietato ai non musulmani. Varchiamo la soglia della porta Bab al Yemen per immergerci nei colori e nei profumi del suk arabo. Molto spesso nei suk arabi è possibile vedere questi frantoi per la produzione di olio di sesamo. Il pugnale ricurvo, simbolo della radicata forza bellicosa di questo popolo, viene chiamato jambìa; l'uomo yemenita lo porta sempre con sé, considerandolo simbolo di virilità. Il consumo del Cat, una droga leggera severamente vietata in tutti i paesi arabi, raggiunge nello Yemen dimensioni rilevanti: si calcola che circa l'ottanta per cento degli adulti, sia uomini che donne, lo usino abitualmente
La redditizia coltivazione della pianta del Cat, ha indotto i contadini di questo paese, a sostituire il caffè e il tabacco con questa pianta.
Masticando a lungo le piccole foglie del Cat, si ottiene un impasto che viene schiacciato contro la parete interna della bocca, provocando forte salivazione ed effetti eccitanti. Gli yemenita per questa droga arrivano a spendere anche il trenta per cento del loro modesto reddito annuale.
A 15 chilometri da San'à troviamo la fertile wadi dahr.
Ammiriamo lo splendido palazzo Dar al Aiaar, edificato per volere dell'Iman Jaià, negli anni '30, su uno sperone roccioso e diventato poi sua residenza estiva.
Nei pressi della capitale yemenita San'à sorge un antico villaggio, Bait Baws, abitato un tempo da orafi ebrei, che si sono trasferiti nel corso degli anni in Israele o a nord del paese, a Sa'dà. Oggi rimangono solo poche famiglie musulmane.
La tecnica più diffusa per la costruzione delle case è quella della pietra a secco. Ad Amrar, caratteristico villaggio yemenita, si possono ancora ammirare antiche case costruite con il fango, ancora intatte nonostante il passare del tempo. Ancora oggi si costruiscono case con questo resistente impasto di di fango e paglia.
Le cronache più volte hanno parlato di episodi di rapimento di turisti nello YEMEN, rendendo questo paese affascinate e pericoloso al tempo stesso. Lo stato yemenita, per far fronte a questa drammatica situazione, ha istituito la pena di morte per chi commette questo reato; diventa quindi d'obbligo la scorta armata che ci seguirà per il resto del viaggio che prosegue verso la parte settentrionale del paese.
Ci dirigiamo verso Sciarah, villaggio posto a 2600 metri, chiamato per questo il "Nido delle aquile". Per salire fino al villaggio, vengono messi a disposizione dagli abitanti del posto agili pick-up, per poter superare più facilmente un dislivello di oltre mille metri.
La luce del tramonto avvolge Sciara e le sue case, creando un'atmosfera surreale. Questo inaccessibile villaggio è stato per lungo tempo sede di conflitti armati. Durante il XVI e XVII secolo Sciarah ebbe un ruolo come base della resistenza contro i turchi. Anche recentemente, durante gli anni 60, quando lo Yemen era sconvolto dalla guerra civile, Sciarahfu utilizzata come quartier generale dai realisti, nella loro lotta contro i repubblicani. Sciarah non rimane runico esempio di villaggio costruito in cima alle montagne per motivi difensivi; tutt'intorno si possono scorgere sulle creste delle montagne paesi simili.
Percorriamo a piedi un sentiero tra le montagne che ci porta a scoprire il ponte di Sciarah, uno dei monumenti più conosciuti dello Yemen; gioiello unico di alta ingegneria, fu edificato agli inizi del XVII secolo. Le terrazze artificiali delle montagne circostanti sono interamente coltivate con la pianta del Cat, fonte primaria dell'economia di questa zona.
Lungo il nostro cammino incontriamo bambini che indossano abiti dalle variopinte stoffe.
Lasciamo Sciarah per proseguire il nostro viaggio, volgiamo un ultimo sguardo a questo antico villaggio, così importante per la storia yemenita. La città più a Nord dello Yemen è Sa'dà, ai confini con l'Arabia Saudita. Un tempo questa città era un importante punto di riferimento per i pellegrini in viaggio verso la Mecca.
Considerata capitale spirituale dello Yemen la città sacra dell'imanato, con la sua eleganza e il suo splendore, si distingue per il suo inconfondibile stile.
Le caratteristiche cupole verdi delle moschee dominano la città di Sa'dà.
Nel centro della città rimane ancora il forte, ora adibito a centro governativo.
Le mura della città costruite per volere dell'Iman Jata con semplice fango e paglia intorno all'anno Mille d.C., sono rimaste intatte fino ai nostri giorni. Le zone limitrofe a Sa'dà sono costellate da piccoli villaggi dove il tempo sembra essersi fermato.
Eccoci nel Suk Altaal il più grande mercato d'armi dello Yemen. Possedere un'arma per gli abitanti dello Yemen è una cosa normale, anche grazie all'estrema facilità con la quale si può acquistarne una; infatti in un paese di 18 milioni di abitanti si calcola che siano in circolazione più di 50 milioni di armi.
In questo inquietante mercato, è possibile perfino acquistare per pochi dollari delle temibili bombe a mano.
Anche noi sperimentiamo la facilità con la quale è possibile acquistare un'arma; ad esempio questo fucile potrebbe essere acquistato per una somma pari a 250 mila lire.
Durante lo spostamento verso Tuia, che ci porta verso altitudini importante che sfiorano i 3000 metri, attraversiamo piccoli e antichi villaggi arroccati sui pendii delle alte montagne. Le caratteristiche case a torre di Tuia, rendono questa città una delle località turistiche più importanti dello Yemen.
Le raffinate finestre di alabastro di questo antico palazzo, testimoniano come questo pregiato materiale fosse molto usato nei secoli precedenti. Continuiamo ad incontrare sul nostro cammino affascinanti villaggi.
Sulla facciata di questa casa si possono ancora leggere iscrizioni risalenti al Regno di Saba.
Raggiungiamo ora il villaggio fortificato di Kawkaban, a circa 3000 metri di quota.
Kawkaban è stato per secoli un luogo inaccessibile.
Solo negli anni '60, durante la sanguinosa guerra civile che sconvolse lo Yemen, Kawkaban fu espugnata e durante i violenti bombardamenti gran parte dei suoi edifici furono rasi al suolo.
Kawkaban sorse per permettere agli abitanti del paese sottostante, Shibam del Nord, di trovare riparo in questa fortezza in caso di attacchi. Noi decidiamo di fare a ritroso il percorso che porta a Shibam.
Percorrendo le antiche strade di Shibam, si ritrovano i segni della sua imortanza passata; infatti questa città, importante centro della i provincia di Al Mahwit, fu per qualche tempo anche capitale dello Yemen.
Alcune delle più belle scene del film "Il fiore delle mille e una notte" furono girate qui a Shibam.
A Shibam non esistono Hotel per i turisti; gli unici luoghi nei quali ove è possibile passare la notte sono i caratteristici fondùk (case private dove in spaziose stanze sono disposti più posti letto.
Ci vengono offerte per cena le pietanze tipiche di questo luogo.
Il nostro viaggio continua tra un veloce alternarsi di paesaggi suggestivi e tra i frequenti saliscendi delle montagne yemenite, costellate da una miriade di piccoli villaggi, unici per la loro storia e per le loro tradizioni; oggi, in questi luoghi di rara bellezza, gli abitanti si dedicano prevalentemente alla coltivazione del caffè.
Le particolari condizioni atmosferiche che incontriamo arrivando a At Tawila, rendono questo angolo dello Yemen ancora più suggestivo.
Per scendere dalle montagne percorriamo wadi shara, corsi d'acqua che, rimanendo asciutti nel periodo invernale, vengono utilizzati come comode vie di comunicazione.
Incontriamo sul nostro cammino un caratteristico villaggio dove la vita scorre tranquilla ogni giorno.
Risaliamo fino a quote superiori i 2.500 metri, fino a Manaka, centro strategico importante nei secoli, poichè da qui si potevano facilmente controllare tutte le vie d'accesso a San'à. Sopra a Manaka, sorge il villaggio di Ajarà, uno dei più pittoreschi luoghi dello Yemen del Nord. Le sue antiche case a torre costruite con la primitiva tecnica della pietra a secco, s'innalzano nel cielo yemenita, sfidando il passare dei secoli e le anverse condizioni del tempo.
Scendiamo a Ma'rib in pieno deserto sulla via dell'incenso.
Ma'rib, è ricordata come la città nella quale regnò la mitica regina di Saba, ritratta in queste antiche stampe durante la visita a re Salomone a Gerusalemme nel X sec. a. C. Ma'rib fondava il suo proficuo commercio sulfincenso, la mirra e altre pregiate spezie.
Ma'rib, città citata anche nella Bibbia, era un luogo lussureggiante ed immerso nel verde delle coltivazioni circostanti e dei suoi bellissimi giardini, che potevano essere irrigati dall'acqua proveniente dalla grande diga costruita nel VIII sec. a. C.
Il deserto ancora oggi conserva le rovine del tempio della Luna, caratterizzato da 5 pilastri. Gli scavi archeologici che avrebbero dovuto riportare alla luce l'intero tempio, furono ben presto interrotti a causa delle ostilità violente delle tribù locali.
Visitiamo ora i resti della diga di Ma'rib. Lo sbarramento delle acque del fiume Adanaa, permise per quasi mille anni agli abitanti di Ma'rib di coltivare la terra attorno alla loro città, rendendola un'oasi di verde quasi irreale in mezzo al deserto; il suo crollo nel VI sec. d. C., causò la fine di questo innaturale splendore di Ma'rib.
Negli anni '80 si decise di ricostruire una nuova diga, con l'intenzione di rendere di nuovo fertile e coltivabile questa terra.
Ci apprestiamo ad attraversare il deserto di Adramut, territorio indiscusso delle tribù beduine. Per poter transitare tranquillamente in queste zone è d'obbligo pagare un lauto pedaggio alla guida, ma soprattutto alla scorta armata.
Il percorso nel deserto di circa 450 chilometri verrà affrontato in due tappe; la prima notte verrà trascorsa presso un campo beduino.
Per evitare l'insabbiamento dei nostri mezzi, gli autisti sgonfiano le gomme.
A questo punto del nostro viaggio seguiamo le tracce delle antiche carovane che percorrevano nei secoli passati quella che era chiamata la"via dell/incenso", dall'Oceano Indiano verso l'Arabia Saudita, fino al Mar Mediterraneo. La fine del territorio desertico viene segnalata dalla presenza di questi imponenti massicci rocciosi, che compaiono all'orizzonte preannunciando l'inizio della fertile e verdeggiante valle dell'Adramut. Ci dirigiamo verso Seiyun, capoluogo dell'Adramut, chiamata anche la citta di un milione di palme.
La valle dell'Adramut è abitata dalla popolazione yemenita più conservatrice; infatti, in questa zona, le donne indossano, oltre ai tradizionali veli, anche originali cappelli a forma di cono. Inoltre a loro è attribuito ancora il lavoro più duro dei campi. Il palazzo del sultano a Saiyun, una delle più sfarzose residenze dello Yemen del Sud, è oggi adibito a museo.
A Saiyun facciamo conoscenza con il folklore del sud.
Scibam, chiamata la Mahanattan del deserto, è un altro illustre esempio del caratteristico stile architettonico yemenita, con edifici costruiti con mattoni di fango e paglia che superano anche gli otto piani.
Per queste sue straordinarie caratteristiche, Scibam è stata dichiarata dall'UNESCO, patrimonio culturale dell'umanità. Raggiungiamo Tarim, città santa dello Yemen. Accanto alla sua splendida moschea s'innalza il minareto più alto della penisola arabica, che sfiora i 50 metri di altezza.
Parte della popolazione yemenita che in passato era emigrata nelle zone dell'indonesia, rientrando nel proprio paese portò con sè influenze artistiche orientali che diedero vita nello Yemen alla corrente architettonica chiamata Barocco Giavanese.
Aiarain, antico villaggio con alle spalle più di mille anni di storia, rimane ancora oggi importante per i suoi ben conservati palazzi di fango e paglia. Nello Yemen del Sud è ancora presente l'attività della fabbricazione dei mattoni di fango e paglia, con i quali si costruiscono le case.
Da questo villaggio è possibile apprezzare la sua oasi sottostante e l'imponenza del wadi Doan, che noi a breve percorreremo per centinaia di chilometri.
Raggiungiamo il villaggio di Sif, dopo aver affrontato un lungo e faticoso viaggio, allietato alla fine da una danza "della Jambia", improvvisato dai nostri autisti.
Questi numerosi villaggi, disseminati lungo il nostro viaggio, sopravvivono oggi grazie alla coltivazione della palma da dattero.
Risaliamo per l'ultima volta sugli altopiani per ammirare nuovamente la grandiosità del wai Doan. Raggiungiamo finalmente le coste che si affacciano sull'Oceano Indiano, più precisamente la città di Makallà. Alla periferia di questa città si è verificato negli ultimi anni un vero e proprio boom edilizio, foraggiato dalle rimesse degli emigranti, ma anche dalle aspettative create dalla scoperta di grandi riserve di petrolio nella zona. Grande spinta allo sviluppo della città lo diede anche la costruzione del porto, animato da incessanti traffici commerciali con i paesi arabi più ricchi ed avanzati. Lo spirito dell'antico Yemen però sopravvive nella parte più antica della città di Makallà.
L'attività della pesca avviene ancora nel modo più tradizionale; i pesci vengono trascinati sul bagnasciuga, squartati, puliti, venduti - tutto ancora come nel passato.
Il paesaggio dello Yemen non finisce di sorprenderci, offrendo in pochi chilometri di viaggio, verso la spiaggia di Bir Alì, scorci di mare incontaminato, maestosa montagna, arido deserto e ancora mare.
La spiaggia di Bir Alì, ottima per un meritato momento di relax, si affaccia su un incantevole angolo del Golf di Aden.
Davanti a noi possiamo ammirare Ussn Aghrab, una collina vulcanica che s'immerge nel mare. Raggiungendo la cima di questa altura possiamo ammirare panorami inimitabili, ma soprattutto tuffarci nella storia dello Yemen; infatti su questa collina sorgeva 2000 anni fa, a protezione dell'antico porto un insediamento umano, caratterizzato da tre enormi cisterne che assicuravano una lunga riserva di acqua. Volano i nostri ricordi per fissare nella mente le immagini, i suoni, i colori dello Yemen, che lasceranno nella nostra memoria suggestive sensazioni, che porteremo con noi per lungo tempo.
Il mare, il deserto, la storia, il futuro, la ricchezza, la povertà, la guerra civile, la pace: queste sono le contraddizioni che rendono questo paese uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del mondo.
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