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INTRODUZIONE Sono trascorsi 60 anni dalla fondazione dello Stato d’Israele, un Paese con un eccezionale patrimonio archeologico, culturale, spirituale, mistico e paesaggistico. Un viaggio in Israele è una vera e propria lezione di Storia: il Muro Occidentale, il Museo della Shoa, la Roccaforte di Masada, il Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia, la movida notturna di Jaffa Road. Un passato ed un presente che da sempre influenzano le nostre vite e la nostra Storia. Una realtà di non facile lettura, con i suoi non pochi problemi politici e le tante difficoltà quotidiane.
CESAREA Abbiamo lasciato il modernissimo aeroporto Ben Gurjon di Tel Aviv con destinazione Cesarea. Il sito è molto bello ed anche ben conservato. Le fortificazioni ed il fossato che circondano la Città Crociata sono imponenti. Ci colpiscono soprattutto l’ippodromo e l’anfiteatro costruito da Erode. Ripartiamo per Haifa. Lungo il percorso facciamo sosta all’antico acquedotto che corre proprio sulla spiaggia. Giusto il tempo di mettere i piedi in acqua per sentire la temperatura del mare e siamo già nuovamente in auto.
HAIFA Arriviamo ad Haifa, ai piedi dei famosi Giardini Bahai. C’è un caldo umido ed opprimente e, tra il sonno perso e la fame, si decide di ammirarli soltanto dall’esterno e di fermarci a pranzo. In un bel locale di Viale Ben Gurjon facciamo il primo incontro con la deliziosa cucina Israeliana.
AKKO (antica ACRI) Ed eccoci nuovamente sulla strada diretti ad Akko, l’antica Acri. La cittadina è davvero molto bella e meriterebbe una visita più approfondita, ma è tardi e riusciamo soltanto a dare uno sguardo d’insieme alle mura difensive, a visitare la moschea Al Jazar e il suggestivo Tunnel dei Templari. Ci concediamo poi una passeggiata nella città semideserta, una buona spremuta d’arancio in uno dei tanti chioschetti e ripartiamo quindi per passare la notte a Tiberiade.
TZFAT (SAFED) Partiamo in direzione Tzfat (Safed), la città della cabala. Oggi è il 18 Luglio, un venerdì, e si vede: le strade sono quasi deserte ed i negozi chiusi. Safed è ricchissima di Sinagoghe, impregnata di misticismo e di cultura Ebraica. Iniziamo ad esplorare la cittadina dal quartiere degli artisti. Incontriamo tanti, tantissimi bambini che indossano anch’essi il tradizionale copricapo Yarmulk, o Kippah. Numerosi abitanti del luogo vestiti con i tipici abiti scuri e le particolari acconciature Peyot si recano nelle Sinagoghe. Scendiamo a visitare l’antico cimitero, con il tipico stile privo di solennità e di immagini sulle tombe. Ogni occasione è buona per pregare.
BAR’AM Una pausa al parco archeologico di Bar’Am, con la sua splendida Sinagoga del III secolo immersa nel verde. Da qui si può vedere il territorio Libanese.
CAFARNAO Il sabato ci troviamo in Galilea, la terra della predicazione di Cristo. A Cafarnao ci godiamo i resti dell’antica città su cui troneggia la splendida Sinagoga del I secolo. Arriviamo alla vicina Casa di S. Pietro, inglobata in una brutta costruzione voluta dai Francescani della Custodia di Terrasanta.
TABGHA Siamo a Tabgha: prima tappa il Santuario del Primato di S. Pietro, immerso in un giardino in riva al lago. Qui si trova la Mensa Christi: una pietra dove, secondo la tradizione, Gesù e gli Apostoli consumarono un pasto e dove Gesù, dopo la resurrezione, assegnò a Pietro il compito di fondare la Chiesa Universale. Al vicino santuario della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci si trova la roccia sulla quale Gesù depose 5 pani e 2 pesci che moltiplicò, compiendo uno dei suoi miracoli più famosi.
MONTE DELLE BEATITUDINI È la volta del Monte delle Beatitudini, dove Gesù pronunciò il suo discorso più celebre e rivoluzionario:”Beati i poveri di spirito, perché di essi è il Regno dei cieli”.
MONTE TABOR Sulla strada per Nazareth facciamo sosta al Monte Tabor. Da qui ammiriamo la valle di Jezreel.
NAZARETH Arriviamo nella caotica Nazareth. Entriamo nell’imponente Basilica dell’Annunciazione, costruita intorno alla grotta ove fu annunciata a Maria l’arrivo del Figlio di Dio. Al piano superiore si trovano immagini della Madonna provenienti da tutto il mondo. Una messa celebrata per dei pellegrini rende ancora più suggestivo il luogo. Una chiesa è stata costruita nel punto in cui, secondo la tradizione, Giuseppe aveva la sua bottega di falegname. La vita scorre normalmente, ma numerosi sono i controlli e i posti di blocco. Un cartello quantomeno curioso ci segnala “Passaggio Carri Armati”.
MAR MORTO - MASADA E ripartiamo in direzione Mar Morto. Alle 3,15 del mattino siamo pronti ad iniziare la salita per raggiungere la fortezza di Masada. Un’ora di percorso sul Sentiero del Serpente e siamo in cima, appena in tempo per ammirare la spettacolare alba sul Mar Morto. Ammiriamo i resti delle terme, della Sinagoga, ma anche le tracce della cisterna Romana. Masada è una meta imperdibile: l’antica roccaforte della resistenza Zelota contro la dominazione Romana, dove circa mille Ebrei si tolsero la vita per non cadere in mano ai conquistatori. Vediamo riprodotta la rampa dell’assalto dell’esercito Romano. Straordinario è il Palazzo di Erode, costruito su tre terrazze a strapiombo della parete settentrionale della rocca, la meno esposta al sole.
QMRAM Scendiamo con la funivia e ci dirigiamo a Qmram, il luogo dove furono ritrovati i rotoli dei celebri manoscritti del Mar Morto.
MAR MORTO - SPIAGGIA Concludiamo la giornata sulle rive del Mar Morto. La spiaggia è formata da un durissimo strato di sale che continua anche nell’acqua. Qui la concentrazione salina è 10 volte superiore a quella del mare. In una zona particolare possiamo spalmarci di fango da capo a piedi. Il problema sarà poi toglierlo. Ma vale la pena tornarci, la cura funziona.
GERUSALEMME Ed eccoci finalmente a Gerusalemme, la città sacra alle tre religioni monoteiste, capitale contesa e città martoriata. Saliamo al Monte degli Ulivi e visitiamo la chiesa del Pater Noster. Nel chiostro il Padre Nostro è riprodotto in tutte le lingue del mondo. Ci troviamo nell’orto dei Getsemani, un luogo di eccezionale suggestione. Antichi ulivi testimoniano le ultime ore di Gesù prima del tradimento di Giuda. La vicina chiesa ortodossa dedicata a Maria Maddalena è considerata uno dei punti di riferimento più belli e sorprendenti di Gerusalemme. Attraverso la Porta dei Leoni (o di Santo Stefano) visitiamo il luogo di nascita della Vergine Maria, ovvero la casa dei genitori Anna e Gioacchino. Non lontano si trova, a 15 metri di profondità, la Tomba di Maria, sulla quale è stata costruita una chiesa retta dai Greco-Ortodossi. Lungo la scalinata è impressionante la quantità di lampade appese al soffitto. La presenza costante di soldati armati ci ricorda il dramma vissuto dai popoli che abitano questa terra. Come milioni di visitatori percorriamo la Via Dolorosa, il cammino di Gesù verso il Calvario, il luogo dove venne crocefisso Gesù. Un sommesso canto di fedeli accompagna le tappe della Via Crucis. Sul Calvario sorge la Basilica del Santo Sepolcro. La chiesa, più volte distrutta e ricostruita, è un luogo suggestivo ed emozionante. La tredicesima stazione è rappresentata dalla Pietra dell’Unzione, dove il corpo di Gesù fu lasciato per l’imbalsamazione: una delle reliquie più venerate della Passione di Cristo. Oggi la Basilica è retta da tre ordini religiosi: i Greco-Ortodossi, gli Armeni ed i Francescani. Una visita al Museo d’Israele. Accanto alla famosa struttura bianca a forma di giara che rappresenta la luce, si trova un enorme blocco squadrato di pietra nera che rappresenta le tenebre. Qui è presente anche una ricostruzione di Gerusalemme ai tempi di Salomone con il suo imponente tempio andato poi distrutto. Nel museo sono conservati gli autentici Rotoli del Mar Morto. Ci sottopongono a controlli minuziosissimi, ma riusciamo ad entrare nella ‘Knesset, il parlamento israeliano. Di fronte si trova una imponente Menorah, il simbolo dell’ebraismo. Il candelabro a sette bracci, come sette sono i giorni della creazione. Ci troviamo nella grande Basilica della Dormizione, luogo di intenso culto, dove la Vergine si sarebbe addormentata prima di salire al cielo.
BETLEMME Un tristissimo e gelido muro che isola i territori Palestinesi ci separa da Betlemme. Qui è alta la paura di attentati ed i controlli per entrare sono serrati. Ci accolgono murales dipinti dai profughi per ricordare la loro terra perduta. Dalla Basilica eretta in memoria del luogo di nascita del Cristo, si scende nella Grotta della Natività, dove una stella d’argento indica il punto in cui nacque Gesù.
GERUSALEMME Al mercatino del quartiere musulmano partecipiamo ad alcuni momenti di vita quotidiana. Il terzo luogo sacro ai musulmani, dopo La Mecca e Medina, è la Spianata del Tempio, gioiello dell’architettura araba, ma anche luogo tra i più sacri e suggestivi della storia umana. Sorge là dove sorgeva il Tempio Ebraico, luogo santo per gli Ebrei che ancora ne piangono la distruzione, avvenuta quasi 2000 anni fa, ad opera dei Romani. L’ingresso alla moschea non è permesso ai non-musulmani. Ci limitiamo perciò ad ammirare la Cupola della Roccia, uno degli edifici più spettacolari del mondo. A Gerusalemme non si cammina soltanto per le strade: un insolito percorso ci permette di passeggiare anche sui tetti, dove incontriamo rabbini e militari. Poco lontano i resti di quello che fu il muro di sostegno al terrapieno del Tempio di Salomone costituiscono il luogo-simbolo dell’ebraismo. Il Muro del Pianto è oggi una Sinagoga a cielo aperto e rappresenta il legame con il passato della storia ebraica. Qui gli ebrei pregano e discutono le scritture. Impressionante è il numero di biglietti contenenti intenzioni di preghiera inseriti nelle fessure del muro. Un’area separata è destinata alle donne. Al museo della Shoa è impossibile non commuoversi, con le testimonianze del dramma dello sterminio degli Ebrei 70 anni or sono. Qui le immagini rendono superflua ogni parola. La Tomba di Re David, luogo venerato dagli Ebrei.
TEL AVIV Una foto ricordo prima della partenza per Tel Aviv, la meta più laica e moderna del nostro viaggio in Israele. Ed infine Jaffa, la parte antica di Tel Aviv. In un pittoresco ristorante al vecchio porto brindiamo alla conclusione del nostro emozionante viaggio.
SHALOM! SHALOM!
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