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Questo itinerario può considerarsi un completamento per chi ha già visto la parte classica dell’Iran, esso si sviluppa nel nord del paese tra le zone fertili della pianura fino al Mar Caspio e nelle zone montagnose fino ai confini con l’Azerbaijan, Turchia e Iraq per poi attraversare la zona desertica fono alla città santa di Mashad, alla ricerca di usi e costumi di popolazioni di varie etnie e di testimonianze storico religiose.
La prima tappa è ad Alamut, nota per essere stata il luogo di rifugio della setta degli Assassini, sui monti Elburz contano più di 50 castelli. L’origine del nome assassini deriverebbe dalla parola haschish, droga largamente usata dai suoi appartenenti. La setta fu fondata da Hasan-e-Sabbah. Gli Assassini furono acerrimi nemici dei mussulmani sunniti, e imperversarono durante il periodo delle crociate sia in Persia che in Siria, tentarono di uccidere persino Saladino. Si racconta che la setta abbia affidato il santo Gral ai cavalieri templari perchÈ lo custodissero. Furono definitivamente annientati dai Mongoli nel 1256.
Qazvin, capitale della omonima provincia, fu fondata dal re sassanide Shapur I, è oggi nota per la produzione di tappeti Kilim da parte delle popolazioni semi nomadi curde. Tra i più importanti monumenti religiosi la moschea del venerdì, con degli Iwan di dimensioni notevoli e il mausoleo di Mustawfi di epoca mongola. Tra le testimonianze pagane l’ex palazzo reale di Chehel Sotun.
Questo imponente mausoleo eretto dai mongoli si trova a Sultaniyeh, la città dei sultani, che fu anche capitale dell’impero mongolo.
Abbarbicato a mille metri di altitudine il villaggio di Mausoleh, oggi patrimonio dell’Unesco, rappresenta un tipico esempio di architettura tradizionale iraniana. Qui la vita si svolge secondo i costumi tradizionali.
Ai piedi di un vulcano spento il Sabalan. di oltre 4800 metri sorge Ardabil, qui gli inverni sono particolarmente rigidi. La città deve la sua notorietà al mausoleo dello sceicco Safi Od-Din. All’interno si possono ammirare le meravigliose nicchie in legno che contenevano una ricca collezione di porcellane cinesi di oltre 1400 pezzi.
Tabriz, è stata capitale dell’Iran, e oggi una città cosmopolita in continua espansione. Le principali attrattive sono la Moschea Blu, con le caratteristiche maioliche che la rivestono, e il bazar con i suoi 35 km di passaggi coperti e con oltre settemila negozi. Abbiamo girovagato a lungo incuriositi dalle mercanzie poi, stanchi, ci siamo concessi una meritata sosta in una fumeria. Interessante anche il museo dell’Azarbayjan con reperti Azari insoliti come questo peso in pietra a forma di borsetta.
A 50 km da Tabriz si trova il villaggio troglodita di Kandovan molto simile a quelli della Cappadocia in Turchia.
Orumiye per millenni fiorente cittadina dove convivevano indisturbati caldei, armeni, assiri, nestoriani ed ebrei, poi alla fine del XIX secolo arrivarono in massa missionari cattolici e protestanti e la pace fini. Il loro oltranzismo scatenÚ massacri tra i vari gruppi religiosi per il timore che si costituisse uno stato cristiano-armeno. Ebbero la peggio i cristiani stessi e i curdi. Oggi, Orumiyeh, conta la più numerosa comunità cristiana di tutto l’Iran.
Questa cittadina fortificata, resa famosa per il ritrovamento di un inestimabile calice d’oro risalente all’XI secolo a.c., fu un importante insediamento durante l’età del ferro. Questi mattoni di fango esposti al sole a essiccare testimoniano come le tecniche di restauro e di conservazione siano rispettose dei materiali da costruzione allora utilizzati, ma anche la provvisorietà degli interventi stessi.
Maraqeh, i Mongoli dopo averla distrutta la ricostruirono nel 1250 assieme al più importante osservatorio astronomico del mondo mussulmano. Purtroppo non resta quasi nulla dell’osservatorio distrutto dalle truppe di Tamerlano. Oggi la cittadina è famosa per le torri funerarie di epoca selgiuchide, occupano un importante posto nella storia delle decorazioni in ceramica.
Uno dei luoghi più affascinanti di questo viaggio è sicuramente questo sito sassanide Takht-e Suleyman, letteralmente il trono di re Salomone, anche se non ha alcun nesso storico con il re Salomone biblico. E’ stato il centro spirituale per i zoroastriani del terzo secolo a.c.. Qui infatti molti elementi naturali erano presenti in abbondanza. Il vento, in quanto ci troviamo in cima a un vulcano, il fuoco che veniva fornito da gas naturali che alimentavano il fuoco eterno del tempio e l’acqua fornita da sempre dalla sorgente naturale posta al centro del cono e intorno al quale si è sviluppato il sito.
Nel villaggio una donna sta cucinando il pane per la comunità e per noi.
Sanandaj, capitale della provincia del Kurdistan, Ë il posto giusto per conoscere cultura e storia curda. Qui è possibile osservare gli uomini vestiti con le tradizionali fasce in vita e i tipici pantaloni a sacco.
L’attrazione principale di Kermanshah è Taq-e Bostan, dove la città termina in una roccia incisa da una serie di altorilievi sassanidi straordinariamente ben conservati, che si trovano all’esterno e all’interno di un paio di alcove scolpite. La scena più bella rappresenta lo scià Ardeshir II, regnante attorno al 380 d.c., che calpesta un nemico sconfitto e riceve la corona sacra da una divinità zoroastriana. Lungo la strada che collega Kermanshah a Hamadan troviamo un parete di roccia su cui sono incise una serie di sculture in rilievo.
Prima di raggiungere Hamadan vale la pena di fermarsi ad Kangavar per visitare il tempio di Anahita, esempio di architettura pre islamica. Purtroppo i recenti terremoti hanno compromesso le già precarie condizioni del sito.
Risulta quasi impossibile credere che questa fosse la famosa Ecbatana, una delle più grandi città del mondo antico. Oggi rimangono ben pochi elementi d’interesse, la bella piazza centrale Imam Khomeini e la chiesa ebraica che si dice custodisca la tomba di Ester e Mordecai, un tempo luogo di pellegrinaggio per tutti gli ebrei presenti in Iran.
Il nostro tour prevede una sosta a Teheran. La città sebbene caotica, ci riserva numerosi angoli di pace e tranquillità. Noi visiteremo il bazar, per la verità non molto interessante, ma soprattutto interessante il museo nazionale con reperti provenienti da Persepoli, il curioso museo del vetro, quello dei tappeti e l’ex residenza del deposto scià di Persia.
Questa località turkmena Ë famosa per la torre funeraria, ottimamente conservata, costruita nel 1006 d.c. per il poeta artista e principe Kavus. E’ alta 51 metri ha una pianta a stella a dieci punte e la punta conica.
Bastan è un delizioso villaggio e merita visitarlo, soprattutto il complesso monastico. I pellegrini, provenienti da lontano si accampano nel cortile della moschea, e la sera assistiamo alla preghiera del venerdì, da notare come le donne nella preghiera siano poste dietro un paravento separate dagli uomini.
Percorrendo l’autostrada verso Mashad, in una zona desertica, incontriamo il caravanserraglio di Myandasht. In effetti sono ben tre i caravanserragli, l’uno unito all’altro, uno di epoca safavide e due di epoca qagiara.
Il nostro viaggio termina a Mashad, la città santa. Migliaia di pellegrini si affrettano la sera per assistere alla preghiera, l’ingresso è interdetto ai non mussulmani.
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