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Qom è uno dei luoghi più venerati dagli sciti. I mullah e gli studenti di teologia si mescolano ai pellegrini e le donne indossano lunghi chador. Il centro fisico e spirituale di Qom e l’Hazrat che ospita la tomba di Fatima sorella dell’imam Reza.
Kashan è oggi un animato centro commerciale e culturale. La città fu fondata dai sassanidi nel terzo secolo dopo cristo nei pressi d’insediamenti umani risalenti a sette mila anni fa. Interessanti sono il bazar e le case tradizionali, tra queste, quelle di Khan e Borujerdi, la madrasa, tuttora attiva, intitolata a un famoso teologo Aqa Bozorg e infine il santuario di Shahzadeh –ye-Ibrahim, il cui tetto Ë rivestito di belle maioliche. Una leggenda medievale narra che i re Magi partissero da qui per rendere omaggio a Ges_ appena nato, cosa plausibile dato che i Magi erano probabilmente sacerdoti zoroastriani, infatti, questa religione è stata preminente sull’altipiano iraniano fino alla conquista dei mussulmani arabi.
Lasciata Kashan visitiamo il villaggio di Abyaneh, patrimonio dell’Unesco, abbarbicato sulle pendici del monte Karkas, le cui case sono di fango e argilla di uno splendido color ocra.
Vediamo, poi, la moschea di Natanz.
Isfahan è una delle più belle città del mondo islamico, è il luogo dove assaporare le raffinatezze della cultura persiana a partire dalla famosa piazza Imam dalla quale si accede alla altrettanto stupenda Moschea dell’Imam in puro stile safavide. Sulla piazza si affaccia anche il palazzo Ali Qapu con la magnifica terrazza. L’altra metà del mondo, così venne definita in una celebre rima del XVI secolo, offre numerose attrattive tra cui i ponti sul fiume Zayandeh, i minareti oscillanti e la sera in piazza Imam fare conoscenza con le famiglie iraniane che fanno pic-nic sul prato.
Il nostro viaggio prosegue toccando Na’In, famosa per i suoi tappeti, e quindi Meybod, la nostra meta è Yadz.
Yadz, vanta uno dei centri storici più antichi del paese, ma soprattutto ospita la più vasta comunità di zoroastriani dell’Iran. Le due colline attorno, le cosÏ dette torri del silenzio, sono appunto un luogo di culto per gli zoroastriani che non seppellivano i cadaveri per non contaminare la purezza della terra, ma li esponevano in cima alle torri perchè fossero spolpati dagli avvoltoi.
Zein-o-din Ë uno degli innumerevoli caravanserragli costruiti lungo le molte varianti della via della seta, questo Ë ancora oggi un albergo ma ristrutturato secondo i canoni moderni.
Kerman, città del deserto che sopravvive grazie ai qanat, tipici canali d’irrigazione, Ë ancora oggi un crogiolo di culture retaggio delle rotte commerciali che la attraversavano.
Dopo il cataclisma che ha seriamente compromesso Bam e in attesa della sua ricostruzione, Rayen rappresenta una valida alternativa per ammirare un Arg, cioË una cittadella fortificata costruita con il fango.
In questa zona desertica Mahan, rappresenta una piacevole sosta grazie ai suoi magnifici giardini.
Riprendiamo il nostro viaggio verso Persepoli.
Questo splendido sito testimonia la grandezza di uno dei più potenti imperi del mondo antico, quello degli Achemenidi, dal 550 al 330 a.c. Essi fondarono il primo impero persiano con Ciro il Grande, ma Ë con Dario I che l’impero raggiunse la sua massima estensione. La sabbia ha conservato Persepoli per millenni, il sito Ë stato riportato alla luce solo nel secolo scorso. Fondata da Dario I il Grande nel 518 a.c., fu rasa al suolo da Alessandro Magno nel 330 a.c. segnando la fine del regno degli Achemenidi. La bellezza di Persepoli non Ë il frutto casuale di uno sfoggio di sfarzo e dimensioni, ma è il risultato della bellezza riconosciuta esplicitamente come valore sovrano.
Shiraz, capitale della provincia di Fars, ha dato i natali a importanti poeti come Hafez e Sa’di e quindi considerata come la culla della cultura persiana ed oggi è anche la città santa per i seguaci di Baha.
Siamo giunti alla fine del nostro viaggio, decidiamo di dedicare le poche ore che ci restano prima del nostro rientro al mausoleo dell’Imam Khomeini e al cimitero dei martiri della guerra Iran-Iraq.
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