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II nostro viaggio in Brasile inizia da San Paolo, la metropoli più popolosa dell'America Latina con 20 milioni di abitanti, considerata il propulsore economico di questo paese grande 30 volte lltalia e diviso in 26 stati.
Le differenze etniche e lo sviluppo industriale di San Paolo hanno contribuito a creare il ceto intellettuale e meglio istruito più consistente di tutto il Paese.
Lasciamo San Paolo per dirigerei verso Sud, nello stato di Parane che prende il suo nome dall'omonimo fiume che, insieme all'Iguassù alimenta l'impianto idroelettrico di Itaipù, il più grande del mondo con una diga alta 196 metri e lunga circa 7 Km.
Attraversiamo questo ponte che ci porta nel punto chiamato Triplice Frontiera nel quale s'intersecano i confini di Brasile, Argentina, Paraguay.
In lontananza scorgiamo quello che si presenta come uno degli spettacoli naturalistici più suggestivi del mondo: le cascate di Iguassù. Formate da ben 275 cascate si snodano per 3750 metri con un salto massimo che raggiunge l'attezza di 80 metri. Queste grandiose cascate sono per la loro lunghezza, più maestose delle cascate Vittoria e più alte di quelle del Níagara, superandole entrambe in spettacolarità. Divise tra Brasile ed Argentina, avremo modo nel corso della nostra escursione di osservarle più da vicino.
Oltrepassiamo la frontiera che separa il Brasile dall'Argentina per poter ammirare il versante argentino delle cascate corrispondente al 70% dell'intero complesso delllguassù.
Lasciamo che l'occhio della telecamera documenti la bellezza e la spettacolare impetuosità delle acque di queste cascate.
Con questo caratteristico trenino possiamo comodamente passare da una parte all'altra di questo immenso parco.
La "Gola del Diavolo" dove il salto dell'acqua raggiunge la vertiginosa altezza di 80 metri, creando un'atmosfera quasi irreale.
Lasciamo Iguassù per risalire verso Sud Est per raggiungere Rio de Janeiro.
Rio è chiamata anche la "città meravigliosa"... Da qui si può apprezzare uno degli scenari urbani più belli del mondo. Famosa anche per le sue rinomate spiagge Ipanema, CopaCabana, è entrata ormai nell'immaginario collettivo di tutto il mondo.
L'altra faccia di Rio mostra le tristemente conosciute Favelas, dove un terzo della popolazione vive, ammassandosi in baraccopoli, al limite della sopravvivenza.
Sullo sfondo vediamo lo stadio Maracanà, tempio del calcio che può contenere più di 100.000 persone.
Il Pan di Zucchero, granitico picco alto 394 metri, insieme al Corcovado, si contendono la palma di simbolo di Rio.
Questa teleferica consente ai visitatori di poter godere di panorami mozzafiato; purtroppo le avverse condizioni atmosferiche non ci permettono di documentare questi scorci di Rio come meriterebbero.
Tra le nuvole vediamo spuntare il Cristo del Corcovado, situato ad un'altezza di 710 metri. Con la sua imponente mole che sfiora le 1145 tonnellate domina l'intera città di Rio.
Voliamo verso Nord-Est per raggiungere Salvador Bhaia, considerata la città dove sopravvive la vera anima brasiliana. Prima capitale del Brasile per oltre due secoli, conserva ancora oggi tradizioni uniche ed esuberanti di chiara derivazione africana.
I palazzi del centro storico storico in stile coloniale sorprendono il visitatore con la loro bellezza d'altri tempi.
Salvador è la città più "nera" del Brasile; nel suo porto attraccavano le navi cariche di schiavi provenienti dall'Africa che in gran parte venivano sfruttati nelle piantagioni di canna da zucchero.
La maggior parte della popolazione di Salvador è ancora fortemente legata alla cultura e tradizione della sua lontana terra d'origine, non dimenticando le sofferenze e le discriminazioni passate, quando i padroni delle miniere d'oro, costringevano gli schiavi ad indossare questa specie di museruola in ferro per impedire che ingoiassero le pepite trovate.
Il Largo Pelorinho è tristemente noto perchè qui venivano venduti gli schiavi appena giunti dall'Africa e frustati quelli più ribelli.
Il centro storico è animato da una gioiosa atmosfera che mescola colori, musica e folklore.
Le mitiche cuoche baiane sono Intente a preparare l'Acarasciè, una polpetta di fagioli con ripieno di peperoncino e gamberetti.
Nel centro della città sorge la chiesa di San Francesco, una delle chiese barocche più ricche del mondo: per le decorazioni interne sono stati impiegati più di 500 chilogrammi di oro.
Unica nel suo genere in tutto il Brasile, la chiesa di San Francesco ha la facciata in pietra arenaria, in perfetto stile barocco spagnolo.
Salvador è considerata anche la città delle 365 chiese, una per ogni giorno dell'anno. La precaria situazione economica rende difficile la manutenzione di tutti questi edifici religiosi che, in gran parte, sono in stato di totale abbandono.
Passiamo velocemente dal sacro al profano... Salvador Bahia è famosa anche per la presenza delle più belle mulatte di tutto il Brasile; guardando queste immagini non possiamo non essere che d'accordo.
Scendiamo verso la parte bassa della città attraversando un coloratissimo mercato.
Salvador è circondata da bellissime: spiagge che, insieme alla sua storia e al suo folklore la rendono una rinomata meta turistica.
Con il calar del sole nel centro storico dominano la musica, il ritmo e l'allegria ... anche nelle funzioni religiose.
La Capoeira, importata anticamente dall'Angola è un misto di lotta e danza; considerata in origine una temibile arma di attacco, per secoli i padroni proibivano agli schiavi di praticarla.
Assistiamo allo spettacolo di queste giovani percussioniste chiamate Didà.
Queste ragazze hanno avuto un brillante momento di notorietà incidendo un CD con l'artista Michael Jackson.
Lasciamo Salvador Bhaia per raggiungere Recifè capitale dello stato di Pernanbuco. Ci spostiamo nuovamente, destinazione Olinda, città coloniale meglio conservata di tutto il Brasile.
Questo gioiello architettonico offre ai visitatori atmosfere suggestive con le sue case dai colori vividi e brillanti. L'UNESCO l'ha proclamata monumento culturale mondiale.
Notevole interesse artistico suscitano le 20 chiese barocche di Olinda, tutte edificate nella seconda metà del '500.
Visitiamo una splendida abitazione in perfetto stile coloniale.
La canna da zucchero è oggi, come in passato, la base principale dell'economia dello stato di Fernambuco.
Ci dirigiamo verso Porto Gallinas che deve il suo nome ad un preciso episodio storico; dopo l'abolizione della tratta degli schiavi nel 1880, in questo porto continuavano ad arrivare, dall'Angola, navi cariche di schiavi, nascosti tra le gabbie delle galline.
Oggi questa località è diventata un'importante meta turistica grazie alla bellezza della barriera corallina ed alle sue spiagge.
Ci trasferiamo a Cuiabà, capitale del Mato Grosso da dove inizierˆ la nostra escursione nel Pantanal.
Prima di avventurarci all'interno del Pantanal, a circa 60 Km. da Cuiabà, troviamo il villaggio di Chapada Dos Guimaraes.
Questa graziosa cittadina che da il nome alllntero parco, attira un gran numero di turisti tra i quali anche molti brasiliani. Notiamo le originali cabine telefoniche raffiguranti gli animali presenti nel parco.
Eccoci all'interno del parco; dopo il Pantanal, il Chapada Dos Guimaraes, è l'attrattiva principale del Mato Grosso. Spettacolare è questo canyon nel quale maestosi spuntoni di roccia s"nnalzano scolpiti dal vento.
Nel parco crescono numerosissime piante medicinali.
Numerosi ruscelli alimentano queste piscine naturali che permettono ai visitatori di trovare un fresco refrigerio.
L'attrattiva principale del parco è questa cascata di 86 metri chiamata il "velo della sposa".
Questo altopiano domina l'immensa pianura sottostante oltre la quale inizia il Pantanal.
Lasciamo il parco fermando queste particolari immagini di rocce d'arenaria baciate dal sole.
Inizia la nostra avventura attraverso il Pantanal, detto il "regno della natura" per la sua altissima concentrazione faunistica, la più elevata di tutta l'America meridionale.
Poconè è l'ultimo insediamento urbano che incontriamo sul nostro percorso.
La Transpantaneira è una strada sterrata sopraelevata che si snoda per ben 145 chilometri raggiungendo il cuore del Pantanal, la più grande pianura alluvionale del mondo, grande come metà della Francia e confinante con il Paraguay e la Bolivia.
Questa strada è attraversata da ben 118 ponti.
L'intera area del Pantanal è caratterizzata da due stagioni, quella delle piogge e quella secca che va da maggio a settembre; è proprio in questo periodo dell'anno che è possibile avvistare il maggior numero di uccelli tra le 700 specie diverse del parco.
Simbolo del Pantanal è la cicogna Giabirù, che può raggiungere l'altezza di un metro.
Altro simbolo sono i caimani che qui sono chiamati Jacarè; si calcola che in tutto il Pantanal vi siano circa 32 milioni di esemplari che, nella stagione secca, stazionano vicino a queste pozze d'acqua, nutrendosi dei piranha asfissiati per la mancanza di ossigeno nell'acqua.
All'interno del Pantanal, le Fazende, simili ai nostri agriturismi, offrono ospitalità ai visitatori.
Il trattamento che ci viene riservato è molto cordiale e familiare.
Inizia la nostra prima escursione sul Rio Claro, fiume adiacente alla fazenda.
Subito la rigogliosa natura e la variopinta fauna ci sorprendono piacevolmente.
Vediamo degli esemplari di Capibara, i più grandi roditori esistenti al mondo che misurano più di un metro di lunghezza arrivando a pesare anche 70 Kg.
Durante la nostra uscita in barca abbiamo la fortuna (rincontrare un nutrito gruppo di lontre giganti, ormai quasi del tutto estinte per la caccia selvaggia ad opera di bracconieri.
Tra le 260 specie di pesci presenti nel Pantanal, i più conosciuti sono i temibili piranha, ottimi in una tradizionale zuppa, molto apprezzata dai locali.
Ecco come questo jacarè reclama la sua parte di piranha.
Prima dell'alba la natura si sveglia ... il cielo si anima con un fitto volo di uccelli: ibis, cormorani, aironi e cicogne.
Ci spostiamo in un'altra zona del Pantanal, per addentrarci in una fitta boscaglia. Dicevamo delle 700 specie di uccelli presenti nel parco. impossibile vederli tutti! impossibile elencarli tutti!! Ecco alcuni esemplari di pappagalli, tucani, ara e una miriade di altri piccoli volatili.
Caimani e uomini riescono in questo habitat a convivere, condividendo lo stesso scopo: procurarsi il cibo.
Una passeggiata a cavallo è il modo migliore per apprezzare a fondo la bellezza di questa terra dalla natura così incontaminata e selvaggia.
Non dimenticheremo facilmente questo angolo di Brasile, la sua ricca fauna e la sua abbondante vegetazione rimarranno sempre nei nostri ricordi.
Passiamo dalla natura incontaminata del Pantanal alle architetture ardite ed originali di Brasilia, capitale del Brasile, sorta dal nulla a partire dal 1960, unica al mondo per il suo sviluppo urbano, è stata dichiarata patrimonio culturale dell'Umanità.
Palazzo del Congresso e la Cattedrale, una delle maggiori attrattive di Brasilia.
Eccoci in viaggio attraverso uno dei luoghi più affascinanti del mondo: Manaus, la porta della foresta amazzonica, il polmone verde della Terra.
Manaus ebbe tra la flne dell'800 e gli inizi del XX secolo un incredibile boom economico, dovuto alla lavorazione del caucciù che portò incalcolabili ricchezze che favorirono lo sviluppo delle più importanti città amazzoniche.
Nel 1876 gli inglesi esportarono illegalmente i semi della pianta del caucciù per cominciare a coltivarli nelle loro colonie del Sud-Est asiatico. A partire dal 1913 iniziarono anche gli inglesi a commerciare questo materiale decretando la fine del monopolio brasiliano su questa gomma naturale.
Oggi Manaus gode di status di "zona franca" e si è trasformata nel tempo in un importante polo industriale in particolare nel campo dell'elettronica.
Un notevole impulso all'economia della zona è dato dal porto fluviale galleggiante che sbocca nell'Oceano Atlantico.
Il teatro Amazzonas è l'esempio più celebre e sfarzoso della Belle Epoque, inaugurato in pieno boom economico.
La sua cupola è ricoperta da ben 36.000 piastrelle di ceramica smaltata, i suoi affreschi interni sono stati realizzati da pittori italiani e francesi, i lampadari sono in vetro di Murano e i marmi sono toscani, di Carrara.
Negli anni 20 qui cantò il grande Caruso.
Per l'escursione sul Rio delle Amazzoni noleggiamo un battello che, per qualche giorno, diventerà la nostra casa.
Il fiume Rio Negro è uno dei maggiori affluenti del Rio delle Amazzoni; le sue acque sono scure perchè inacidite dalla mancanza di nutrienti minerali. Questo imponente fiume in certi punti raggiunge una larghezza di 20 chilometri.
Arriviamo al punto chiamato l'Encontro Des Aguas, dove le acque scure del Rio Negro incontrano quelle chiare del fiume Solimoes provenienti dal Perù, dando così origine al Rio delle Amazzoni, il fiume più lungo del mondo con i suoi 6275 chilometri.
Risaliamo uno dei tanti affluenti del Rio delle Amazzoni per inoltrarci nel cuore della foresta amazzonica.
Per molti mesi dell'anno gran parte della foresta amazzonica è allagata; gli Indios costruiscono così le loro case su enormi tronchi e si adattano a vivere fluttuando sulle acque del grande fiume.
Alcuni giovani Indios del vicino villaggio ci vengono incontro per mostrarci gli animali del posto.
Vediamo un esemplare di bradipo uno degli animali più lenti al mondo.
Un Indios ci mostra con orgoglio la pelle di un'anaconda, un rettile acquatico che può raggiungere i 10 metri di lunghezza e un peso di oltre 200 chilogrammi.
In mezzo al fiume vediamo il nostro battello con le amache preparate per la notte che trascorreremo a bordo.
Con una barca di dimensioni più ridotte inizia la nostra esplorazione nella foresta amazzonica.
Vediamo gigantesche piante che raggiungono anche i 60 metri di altezza.
Troviamo anche le enormi foglie delle ninfee giganti.
La nostra esplorazione continua a terra per conoscere più da vicino i segreti di queste piante tropicali.
La nostra guida di origini Indios ci illustra le proprietà curative delle piante della foresta, che si tramandano da padre in figlio; alcune sono efficaci antidoti contro i morsi dei serpenti velenosi. Nel suo racconto non mancano riferimenti alle passate e presenti condizioni degli Indios amazzoni.
Vediamo l'albero del caucciù che per decenni sostenne l'economia dell'Amazzonia.
Ancora oggi gli Indios della foresta coltivano con la tecnica del "taglia e brucia" la manioca; dopo tre anni la terra perde la sua fertilità e loro sono costretti a spostarsi.
Risaliamo il Rio delle Amazzoni fino a Manaus dove il nostro viaggio in questo meraviglioso paese terminerà.
L'intensità di questa esperienza ci ha reso più consapevoli che viaggiare non è solo aggiungere un timbro al passaporto, ma è entrare in contatto e comprendere culture, tradizioni, religioni diverse e stili di vita molto lontani dai nostri. Attraverso questo scambio così ravvicinato di emozioni riscopriamo noi stessi e ci rendiamo conto della complessità dell'umanità e della sua storia.
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