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Il Botswana, grande due volte l'Italia, si estende per più di 1100 Km. Confina a nord est con lo Zimbabwe, a nord ovest con la Namibia e a sud con il Sud Africa dal quale inizia la nostra avventura africana.
Sorvoliamo il deserto del Kalahari per giungere a Victoria Falls, città che prende il nome dalle famose cascate, che lasciamo come ultima tappa del nostro viaggio in Botswana.
Oltrepassiamo la frontiera tra Zimbabwe e Botswana per dirigerci verso Kasane, la prima città che incontriamo in questo paese.
Il Botswana è un'immersione nella più bella, incontaminata e selvaggia natura africana, salvaguardata anche dalla politica del governo locale che non favorisce un turismo di massa, offrendo ai visitatori poche strutture a prezzi proibitivi come 100 dollari per persona a notte per un lodge nei pressi dei parchi. Il Botswana è definito in campo intemazionale "un successo africano" per la sua florida e stabile economia basata principalmente sul commercio di diamanti pari al 70% degli scambi con l'estero.
All'interno del Chobe National Park che si estende per 11.000 Kmq, inizia la nostra prima escursione sulle acque dell'omonimo fiume dove avremo la possibilità di ammirare la ricca fauna che caratterizza tutti i parchi del Botswana.
Avvistiamo un gruppo di Kudu: i maschi di questi grandi antilopi possono raggiungere i 300 Kg. di peso. Vengono spesso cacciati dai locali per la loro apprezzata carne.
Il Chobe National Park è chiamato anche il "Santuario degli elefanti" per l'elevato numero di pachidermi che stanziano in queste zone che avremo modo di conoscere più da vicino quando attraverseremo il parco
Incontriamo Lenti, la nostra guida che ci accompagnerà alla scoperta dei parchi del Botswana.
Dopo un lungo trasferimento arriviamo a Planet Baobab al tramonto. Al nostro risveglio restiamo incantati davanti ad uno spettacolo naturale così affascinante: centinaia di enormi baobab fanno da cornice al sole che sorge. In queste zone d'Africa esistono esemplari di 4000 anni che possono raggiungere una circonferenza di 30 mt.
In Botswana l'impatto ambientale è molto contenuto, come dimostrano queste immagini: anche le abitazioni sono costruite in perfetto stile boscimano, indigeni primitivi di questo paese.
Il paesaggio del Botswana risulta molto movimentato: nel corso dei nostri trasferimenti passiamo dai baobab alla savana, dalle saline di nuovo ai giganteschi baobab.
Ci avviciniamo ad un luogo di importante rilievo storico: Baines Baobab scoperto nel 1862 e che deve il suo nome all'esploratore, pittore e naturalista inglese Thomas Baines. Se si mette a confronto questo imponente gruppo di alberi con i dipinti di Baines l'unica differenza dopo più di 140 anni è un ramo spezzato.
Il nord est del Botswana è caratterizzato dai grandi deserti di argilla salina che si estendono per ben 12.000 Kmq.
All'arrivo nel parco di Nxai Pan abbiamo la fortuna e l'onore di trovarci subito al cospetto di sua maestà il leone, re della savana; più in là scorgiamo una leonessa intenta in una simulazione di caccia.
I leoni vivono in un loro territorio, in piccoli gruppi dove il principale compito delle leonesse è quello di cacciare le prede per procurare il cibo a tutti. Il ruolo del maschio nel gruppo, oltre a procreare, è quello di difendere le femmine dai leoni esterni.
Al tramonto giungiamo in un villaggio dove delle zebre, attirate dal profumo della frutta che abbiamo con noi, ci fanno visita.
Nei pressi del villaggio montiamo il nostro campo per la prima volta, una specie di prova generale per non trovarci in difficoltà in questa operazione quando saremo nel cuore dei parchi lontani dalla città di Maun, ultimo insediamento urbano e senza più nessuna possibilità di reperire materiali o cibo.
All'interno del Makgadikgadi National Park attraversiamo quella che è considerata una delle più belle savane africane.
Giungiamo a Maun, principale accesso al delta dell'Okavango e punto di partenza di gran parte delle escursioni sul fiume e nei parchi limitrofi.
Nei fornitissimi supermercati di Maun provvediamo con molta attenzione a fare scorte di materiali, viveri e acqua, poichè per i 6 giorni che trascorreremo all'interno dei parchi non avremo più occasione di rifornirci.
Partendo da Maun sorvoliamo l'Okavango, un fiume che nasce in Angola, entra in Botswana e muore nel deserto del Kahahari senza raggiungere il mare, unico esempio al mondo.
Il suo delta è il più esteso del mondo, un intricato labirinto di lagune, canali, isole, in un habitat naturale incontaminato e unico.
Dopo un lungo trasferimento giungiamo alla Moremi Game Riserve, il più esclusivo dei parchi in Botswana, dove i turisti più facoltosi arrivano a bordo di voli privati e accompagnati in Jeep presso i più lussuosi Lodge della zona.
D'ora in poi l'unico modo per comunicare con il mondo estemo sarà attraverso le radio di bordo. Inizia qui il nostro viaggio nella parte più selvaggia dell'Africa
Arriviamo nel luogo dove allestiremo il nostro campo. Per prima cosa sistemiamo in una cassa metallica le nostre provviste, al sicuro dall'assalto di babbuini e iene che già si aggirano vicino a noi. Questi animali sono potenzialmente pericolosi, ma normalmente mirano solo al cibo delle spedizioni,
Siamo pronti per il nostro primo game drive, giro di avvistamento degli animali.
Durante questa escursione non possiamo che ammirare incantati questa meravigliosa ed incontaminata natura che ci circonda. Ci ritroviamo al tramonto attorno al chiarore del fuoco a consumare la nostra frugale cena, immersi in un silenzio irreale sotto un cielo stellato, a condividere i momenti più emozionanti della giornata. La nostra guida Lenti, anima la serata con appassionanti racconti di incontri ravvicinati con animali feroci.
Durante la notte appena trascorsa numerosi animali si sono pacificamente avvicinati e fatti sentire: ippopotami, elefanti, leoni e iene. All'alba, la prima cosa a cui dobbiamo provvedere è il fuoco per riprenderci dai 5 gradi della notte.
Durante la colazione intorno al nostro campo scorgiamo intere famiglie di babbuini; questi animali dispettosi e ladruncoli hanno imparato nel tempo ad aprire anche le portiere delle jeep per rubare cibo. Gli esemplari più pericolosi vengono soppressi dai ranger del parco.
Comincia un'altra giornata di "Game drive … non è facile in parchi così estesi, con centinaia di piste che s'intersecano tra di loro avvistare nella savana gli animali; ci vuole destrezza e capacità da parte della guida. ma anche tanta fortuna.
La nostra guida ha trovato qualcosa ... sono orme di leone, siamo sulla pista giusta. Finalmente in lontananza scorgiamo due leonesse. Lenti le osserva e ci comunica che il loro atteggiamento preannuncia un'azione di caccia.
Ecco le leonesse si muovono ... la caccia alla preda ha inizio.
Ci spostiamo in una zona ricca di antilopi: vediamo magnifici esemplari di "Uonterbek". Più in là un gruppo di Lichi rossi e un imponente maschio di Kudu.
Arriviamo in una zona ricca di acqua e, da come si può notare da questi alberi spogli, molto frequentata da elefanti. In certi periodi dell'anno questa zona diventa un vero e proprio "Paradise pool" ideale per gli appostamenti di appassionati ornitologi che hanno modo di osservare: aironi, ibis, marabù e miriadi di altri uccelli.
Le abbondanti piogge primaverili hanno reso alcune piste impraticabili, creandoci non pochi problemi negli spostamenti.
Attraversiamo il "Third Bridge" particolare ponte rudimentale in legno, per ritornare nella zona dove abbiamo avvistato i leoni.
Un avvoltoio che volteggia sopra le nostre teste è il segno che qualche leone sta banchettando; ci inoltriamo nella boscaglia dove due gruppi di avvoltoi sono in attesa ...vediamo un magnifico esemplare di leone che sta ultimando il suo pasto; più in là un leone ormai sazio si è addormentato.
Raggiungiamo le rive del fiume Okavango da dove, con un barca a motore, ci sposteremo sull'isola "Godiva" formatasi tra gli innumerevoli canali di questo immenso fiume.
Durante il nostro percorso fluviale incontriamo numerosi esemplari di marabù.
Percorriamo uno dei tanti canali di questo fiume tra erbe palustri e papiri.
Eccoci arrivati ali'isola "Godiva" dove rimarremo per una notte e due giorni come unici abitanti. '
Prepariamo il campo mentre la nostra guida ci prepara Un'insolita toilette
Approfittiamo delle ultime ore di luce del giorno per addentrarci a piedi nel cuore dell'isola.
Dai resti di questo Kudu abbiamo la certezza della presenza del leone sull'isola.
Nel mezzo della savana di quest'isola incontriamo un grande esemplare di elefante; la guida richiama la nostra attenzione sul movimento inconsueto della proboscide e delle orecchie dell'animale che indicano come l'elefante abbia notato la nostra presenza. Questo animale è molto pericoloso: se dovesse caricare raggiunge la velocità di 40/Kmh.
Con la nostra barca facciamo il giro dell'isola, scoprendo, con le luci del tramonto, atmosfere e colori tipicamente africani.
Il sottofondo musicale della notte è indimenticabile: barriti di elefanti, ruggiti di leoni, grida acute di iene.
Scendendo lungo il fiume e passando attraverso gli innumerevoli canali, rimaniamo bloccati da un grosso elefante che ostruisce il passaggio.
L'esplorazione del fiume Okavango volge al termine. Il nostro viaggio prosegue all'interno della riserva Moremi.
Nel corso di un trasferimento ci ritroviamo la strada sbarrata dal passaggio di un'intera famiglia di elefanti. La femmina con atteggiamento minaccioso indugia parecchio sulla strada fino a quando non ritiene che il suo piccolo sia al sicuro in mezzo alla boscaglia.
Siamo giunti in una suggestiva zona frequentata da ippopotami. Questo animale, in apparenza così pacifico è in realtà la prima causa di incidenti mortali: in acqua sono pericolosi per le barche dei locali, a terra caricano quando vedono il loro passaggio verso l'acqua sbarrato.
Lasciamo la Moremi Game Riserve per sostare in un piccolo villaggio dove, dopo parecchi giorni di isolamento riassaporiamo il gusto delle semplici azioni quotidiane, come il fare la spesa.
Ci salutano allegramente anche nei villaggi più sperduti gruppi di bambini sani e vivaci e non come spesso accade denutriti e tristi.
La città di Savuti sorge a poca distanza dal Chobe National Park; per questo ricominciamo ad incontrare piccoli gruppi di elefanti.
Ecco un gruppo di simpatici facoceri.
Nella zona dove avremmo dovuto montare il nostro campo, abbiamo trovato un'ingombrante sorpresa ... un elefante è intento a brucare del fogliame; vista la sua notevole mole decidiamo di non disturbarlo cambiando luogo.
Durante una nostra escursione nella savana di Savuti, incontriamo un gruppo di Gnu, animali gregari al seguito di zebre ed altri animali erbivori.
Ci dirigiamo a sud, verso Gobabis Hill luogo d'interesse storico per le pitture rupestri risalenti a 4000 anni fa, probabilmente di origine San.
L'impasto di ossidi di ferro e grasso animale con cui queste pitture sono realizzate hanno garantito la loro buona conservazione.
Dall'alto di queste rupi ammiriamo la meravigliosa savana sottostante. Eccoci arrivati all'ultima tappa del nostro viaggio in Botswana: la visita al Chobe National Park che attraverseremo in jeep alla ricerca dei suoi numerosi branchi di elefanti.
L'acqua del fiume Chobe garantisce il clima ideale per una vegetazione rigogliosa e fitta, necessaria per sfamare questi pachidermi che si muovono a gruppi molto numerosi fino a 500 esemplari. Pensate che il fabbisogno alimentare giornaliero di ogni elefante adulto è in media di 250 Kg. tra erbe, cortecce e fogliame.
In questo parco che si estende per ben 11.000 Kmq. si concentra il maggior numero di elefanti di tutto il Botswana che rimane il paese al mondo con il maggior numero di elefanti oltre 70.000 esemplari.
Queste immagini chiudono il nostro viaggio in Botswana, paese dove batte il cuore dell'Africa, dei grandi spazi e delle sterminate savane, dove il silenzio più denso è interrotto solo dai rumori della natura. Botswana … il segreto meglio conservato dell'Africa.
Da Kasane, varchiamo la frontiera verso lo Zimbabwe, per raggiungere Victoria Falls, paese che prende il nome dalle omonime cascate, scoperte da Livingstone nel 1873 e intitolate alla regina Vittoria.
Attraversiamo il ponte che separa lo Zimbabwe dallo Zambia, da dove vediamo in lontananza una parte delle cascate Victoria.
In Zambia ci concediamo una breve crociera sul fiume Zambesi enorme corso d'acqua di 2660 Km che alimenta anche le cascate Victoria.
Lungo le sue sponde vive una variegata e rumorosa fauna.
Ci alziamo in volo a bordo di un elicottero per ammirare uno degli spettacoli naturali più maestosi del mondo: le cascate Victoria.
Queste imponenti cascate si sono formate da una fenditura nella roccia lunga ben 1700 metri e che raggiunge in alcuni punti l'altezza di 107 mt.
Ritorniamo a Victoria Falls dove concluderemo la nostra avventura africana visitando da vicino le cascate. Restiamo piacevolmente colpiti dall'impetuosità di queste acque che precipitano con veemenza e ci ricordano la forza di una natura selvaggia ed incontaminata come quella africana.
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