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In questo viaggio andremo alla scoperta di siti ellenici e romani sorti lungo la costa mediterranea della Libia, ma avremo modo di fare un’incursione verso il sud, fino alla città di Ghadames. Durante il nostro soggiorno il regime si sta preparando a festeggiare il 38° anniversario della rivoluzione del 1969.
Atterriamo a Benghasi una delle maggiori città della Libia e la più popolosa della Cirenaica. Faremo un breve giro nella città alla ricerca delle architetture italiane poi ci inoltreremo nel suq.
Cirene è inserita tra i luoghi patrimonio mondiale dell’UNESCO, fu fondata dai greci dell’isola di Santorini nel 631 a.c. Sotto la dominazione romana divenne un’importante capitale del Nord Africa. Cirene deve la sua fortuna commerciale a una pianta selvatica, oggi estinta, il sifilo, simile ad un finocchio selvatico che aveva varie utilizzazioni sia farmacologiche sia alimentari.
Apollonia prende il nome dal suo protettore Apollo, fu il porto di Cirene. La maggior parte dei resti oggi visibili sono di origine tardo imperiale e bizantina. Il porto della città è quasi interamente sommerso, se ne intravedono alcuni resti, ciò a causa di violenti terremoti che colpirono la città intorno al 400 d.c.
Gaser Libia deve la sua fama a due basiliche paleo-cristiane ed in particolare ai 50 mosaici che costituiscono il pavimento di una di esse. Questi furono eseguiti ad opera dei vescovi Macario e Teodoro nel 540 d.c. Sono di difficile interpretazione in quanto in essi si rincorrono simbologie cristiane e iconografie pagane. Essi ebbero sicuramente un carattere didattico per i catecumeni. Sono rappresentati il mondo e i suoi 4 fiumi che, come racconta la genesi, nascono dal paradiso, l’Ison, il Geon, il Tigri e l’Eufrate; e poi sono rappresentati animali, il fauno, il foro di Alessandria ed altro.
Tolemaide è di origine ellenistica, Fu fondata nel 3° secolo a.c. All’epoca di Diocleziano divenne capitale della provincia della Libia superiore La città si sviluppa su una vasta area ancora poco scavata, ad oggi nulla sono servite le proteste del mondo archeologico.
Leptis Magna, città dell’Unesco, prima di divenire la grandiosa città romana dell’Africa di cui rimangono imponenti vestigia, è stato un modesto approdo commerciale, prima fenicio e poi punico. Leptis Magna da sola vale il viaggio in Libia. Quello che vi mostro è solo una piccola parte della grande area archeologica. Fu un importante centro di arrivo delle carovaniere provenienti dall’Africa centrale. Dal suo porto partivano navi cariche di olio, oro, avorio, schiavi, spezie, ma anche animali feroci destinati ai giochi negli anfiteatri dell’impero romano. Settimio Severo, imperatore africano, nato proprio a Leptis, volle fare della sua città natale una seconda Roma. Dal IV secolo d.c. comincia il declino della città non solo per le incursioni delle popolazioni nemiche , ma anche per i violenti terremoti ed inondazioni a causa dei quali il porto si insabbio. La perdita del porto decretò il definitivo declino della città.
Reso impraticabile lo sbocco al mare di Leptis, i commerci con Roma continuarono dalle numerose ville sorte lungo la costa. Molte di queste ville sono ora sommerse dalla sabbia, solo poche sono state portate alla luce e tra queste Villa Silin. dalla cui visita ci si può rendere conto della ricchezza ed opulenza di ci godevano i commercianti dell’epoca.
La città romana di Sabrata sorse su un precedente centro punico. Ebbe un periodo di grande prosperità nel I^ secolo d.c. per i fiorenti commerci di avorio ed animali con Roma. Il teatro è sicuramente il monumento più importante. Negli anni 30 fu completamente restaurato dagli archeologi italiani per volere dell’allora Governatore della Libia Italo Balbo.
Visitiamo anche tre granai fortificati. Furono edificati dai Berberi per permettere ad ogni famiglia di conservare i propri beni durante i periodi in cui si allontanavano per seguire i propri animali.
Ghadames, un’isola in mezzo al mare di sabbia, conosciuta fin dai romani. Oggi è patrimonio mondiale dell’Unesco che per meglio conservarla ha presteso l’esodo degli abitanti. Lasciata Gadhames torniamo verso Tripoli e ci fermiamo a visitare un’altro villaggio con un ben granaio fortificato.
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