People of Perù
Martedì 20 Luglio 2010 17:23
Andrew
Ormai sono passati un pò di mesi dall'ultimo viaggio.. .eppure ancora maneggio le foto fatte e provo emozioni nel rivedere quei visi di persone sempre sorridenti. Non c'è stato momento che abbia visto un bambino piangere.
Loro scrutano, osservano il viaggiatore passare come fosse un alieno e ridono anche un pò di lui, lo salutano e tutto con un contiuio sorriso sulle labbra. Bambini sempre di corsa. "Hola amigo"... è la frase che sentirete pronunciare più spesso in mezzo a queste montagne.
Le donne con i loro mille colori, colori che rimangono vivi anche se gli abiti non sono certo dei più puliti. Qui è così... si ha poco ma si vive immersi nei colori e nel sorriso. Chissà perchè da noi si ha tutto e si vive immersi nel grigiume!?
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I viaggi di una rana
Mercoledì 14 Luglio 2010 23:06
Marcella Croce
Un delizioso libro per bambini narra di un girino che, divenuto rana, va per il mondo in cerca di avventura; ritornato nello stagno, cerca di raccontare tutto quello che ha visto ai pesci, che non si sono mai mossi da lì. Invano essi si sforzano, attraverso le sue sperticate lodi, di immaginare l’aspetto di mucche, farfalle, persone; per i pesci, come mostrano le illustrazioni, tutti gli altri esseri viventi hanno la bocca e le pinne di un pesce: inevitabilmente ognuno interpreta la realtà unicamente secondo la propria esperienza. Si potrebbe pensare che oggi, con tanto tempo dedicato alla televisione e al cinema, la nostra conoscenza del resto del mondo dovrebbe essere maggiore che nel passato. A livello superficiale è indubbiamente così, ma solo l’intuizione del genio ha permesso a Cesare Pavese di comprendere e di immaginare perfettamente un luogo tramite le parole di altri grandi scrittori, al punto di dedicare splendide pagine de La luna e i falò alla California, ove non si era mai recato personalmente. Noi, comuni mortali, abbiamo solo idee confuse e preconcette al di fuori della nostra esperienza diretta, e, a volte, anche quella basta a scalfire appena la realtà.
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Yunnan, ovvero oltre le nuvole
Martedì 06 Luglio 2010 15:57
Marcella Croce
Nell’angolo sudoccidentale della Repubblica Popolare cinese nella provincia dello Yunnan, vivono 25 minoranze etniche alle quali il governo di Pechino, con parziale deroga alla stretta politica di controllo delle nascite in vigore dal 1973, ha concesso il privilegio di avere un secondo figlio, sia pure solo dopo otto anni dalla nascita del primo. Alcune di queste nazionalità sono molto numerose e travalicano i confini della provincia (gli Zhuang sono 14 milioni; più della popolazione dell’intera Australia!) altre contano solo poche migliaia di persone, come i Wa.
Oltre le nuvole (Yunnan significa ‘nuvole del sud’), questa zona alla periferia dell’impero dove il potere centrale stentava ad affermarsi, ha nel passato raggiunto un’indipendenza politica e culturale altrove impensabile. Tuttoggi circa la metà dei 40 milioni di persone qui residenti non si sono lasciate assorbire dal ceppo etnico della maggioranza dei cinesi (detto Han dal nome di una delle prime dinastie) e mantengono ancora tradizioni e costumi propri.
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