Videoracconti di viaggio.it

   
 

Auroville, un’utopia concreta

(1 voto, media 5.00 di 5)

Lovers of life here and now along the wordless rugged paths of Knowledge


A metà degli anni settanta ero un giovane studente-lavotarore: manager in una cooperativa industriale e nei giorni liberi frequentavo l‘Università di Bologna. Partecipavo con interesse ai fermenti creativi e talvolta confusi che sorgevano dopo la grande ventata di libertà.

Pochi anni ancora e la mia esperienza lavorativa all‘interno della cooperativa terminò; avevo bisogno di più creatività e libertà, così avviai ad Imola un’agenzia di comunicazione ed organizzazione di eventi culturali, attività che svolgo tutt’ora con una maggiore attenzione alla comunicazione sociale.

Gli anni ottanta erano alle porte, anni di grandi espansione al mercato pubblicitario in tutte le sue articolazioni, con richieste da tutta Italia di progetti sia nel marketing che nella comunicazione integrata. Contemporaneamente approfondivo letture filosofiche e pratiche orientali.

Le classiche letture di economia sulle trasformazioni sociali collettive lasciarono il posto ad esigenze più individuali, dall’irrequietezza sulle istanze sociali passai all’esigenza di rispondere a domande “interiori” sempre più pressanti, lontane da qualsiasi dogmatismo e misticismo. C’era un esigenza di andare “oltre le parole”  verso una fase di ascolto per scoprire il silenzio, il silenzio abitato. Il colore delle parole lascia spazio al suono delle emozioni interiori con un desiderio crescente e non rinviabile di vedere e di vivere “oltre“ la realtà quotidiana… Ci si avvicinò così progressivamente ai  viaggi ed ai testi, alle riflessioni sui libri di Krishnamurti, alle poesie di Tagore, ai saggi di Raimon Panikkar quale conseguenze inevitabile della lettura pressochè completa dei testi di Herman Hesse “Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinario di lavoro a favore del caso, la rinuncia del quotidiano per lo straordinario”.

Il  battesimo del grande viaggio in India era previsto per il 29 luglio 1979.

Ad Imola era una giornata caldissima, afosa, un anticipo di quel clima che avrebbe accompagnato me e Roberta nelle settimane successive. Fu un lungo itinerario – rigorosamente in treno - attraverso i luoghi classici dell’India: Bombay, Agra, Jaipur, Dehli, Benares, Madras, ma anche tanti minuscoli villaggi dell’immensa campagna indiana, ben lontani dai falsi splendori delle città caotiche e chiaramente già in piena trasformazione occidentale.

Le ultime due settimane del viaggio erano previste a Pondicherry, dove ci attendevano una decina di amici imolesi partiti assieme a noi dall’Italia un mese prima. Pondy era una cittadina (oggi conta un milione di abitanti) affacciata sul Golfo del Bengala a duecento chilometri da Chennai, già protettorato francese e sede dell’Ashram di Sri Aurobindo, luogo in cui egli visse gli ultimi quarant’anni prima di abbandonare il corpo nell’agosto del 1950. Nato a Calcutta nel 1872, figlio di un medico educato in Occidente, Aurobindo, all’età di sette anni, fu inviato in Inghilterra per studiare. La sua istruzione fu quindi prettamente occidentale, acquisì una profonda conoscenza della cultura greco-romana ed europea, estesa alle lingue e alla letteratura compresa quella italiana. Ventenne torna in India, terra di cui fino a quel momento aveva ignorato quasi tutto.

In patria svolse un’intensa attività politica per l’indipendenza e contemporaneamente si diede ad uno studio approfondito dello Yoga e delle principali tradizioni spirituali  indiane.

Nel1908 fu arrestato e trascorse due anni in prigione ad Alipore. Liberato nel 1910 si stabili a Pondicherry. Lì rimase per il resto della vita, avendo più tardi come collaboratrice quella donna straordinaria che è nota come la Madre (Mère). A Mère egli affiderà la direzione dell’ashram. Il quarto di secolo che precede la morte Aurobindo lo visse in solitudine dedicandosi alla meditazione, alla scrittura e allo studio dei testi sacri della religione indiana: dai Veda alle Upanishad ed alla Bhagavad Gita.

Avevamo con noi una copia del libro, per certi versi profetico, di Satprem “L’avventura della coscienza”, pubblicato dall’Editrice Galeati di Imola, sul pensiero evoluzionista di Sri Aurobindo. Curiosamente anche la prefazione del libro era redatta da un imolese – prof. Mario Montanari, europeista ante litteram che si era recato a Pondicherry nel 1974 per un convegno mondiale ed era rimasto profondamente colpito dal fervore culturale e spirituale presente nella cittadina indiana.

Da allora ci siamo recati quasi annualmente ad Auroville. Ogni volta ritroviamo un nutrito gruppo di amici di varie nazioni coi quali condividiamo questo progetto di costruzione di una città universale, destinata a ospitare cinquantamila persone, e fortemente voluta da Mère per far proseguire e rendere concreto e quotidiano il lavoro dello yoga integrale, base degli insegnamenti di Sri Aurobindo.

Sin dal 1964 Mère “sognò” il progetto di Auroville e cominciò a lavorarvi concretamente. Così affermava: “Auroville vuole essere una città universale in cui donne e uomini di tutti i paesi siano in grado di vivere in pace ed in crescente armonia, al di la di tutte le credenze religiose, di tutte le idee politiche e di tutte le nazionalità: Lo scopo di Auroville è quello di realizzare l’unità umana.”

Auroville fu inaugurata ufficialmente nel 1968 alla presenza di 124 delegazioni di altrettante nazioni: oggi ospita più di duemila volontari residenti provenienti da circa 43 Paesi  e circa trentamila Tamil.

Sin dall’inizio si presentò l’esigenza di far rinascere 2.000 ettari di terra rossa, desertica, furono piantati oltre duemilioni di alberi e arbusti, oggi è una terra fertilissima con alberi, fiori e campi coltivati ad agricoltura biologica. Ad Auroville i terreni e le costruzioni non appartengono agli Aurovilliani ma fanno parte del patrimonio dell’Auroville Foundation.

Si tratta di una realtà sostenuta dall’Unesco, sarà presto patrimonio culturale dell’Umanità, dalla Commissione Europea, dal Governo Indiano e da vari organismi internazionali. Auroville mantiene scambi culturali con molte città indiane, asiatiche ed europee. È in relazione permanente con altre città ideali quali Findhorn in Scozia e Taos nel New Mexico ( da noi successivamente visitate ), ed è ben distante, come concezione di vita, dai tanti luoghi di migrazione e ritualità mistica presenti in tante parti dell’India.

Ad Auroville si respira una tensione evolutiva che presuppone nei residenti, ma anche nei “tourist guests” più attenti, una sincera aspirazione all’unità umana. Un lavoro di trasformazione sull’evoluzione della coscienza necessariamente dapprima individuale e poi collettiva.

Aspiration, Surrender, Unity sono alcune della settanta comunità abitative e produttive – tutte basate sull’autogestione consapevole - dove poter affrontare e condividere questo progetto di convivenza sociale. Convivenza ed evoluzione che comprende anche la gestione e lo sviluppo di una Città-comunità e quindi Auroville si è dotata di alcuni organismi partecipati per la governance: Assembleary Residents, Government Board, International Advisory Council e soprattutto il Working Commitee ma anche una discreta presenza del Governo Indiano. Auroville, città-modello, esperimento comunitario permanente, un po’ “città del sole“ alla Tommaso Campanella, un po’ grande kibbutz internazionale, comunque una realtà concreta, dove poter affrontare con serenità e condividere con altri quel richiamo incessante di un processo evolutivo interiore che rappresenta la nostra vera indole e motivazione a ritrovarci periodicamente in quest’angolo del sud indiano. Per ritrovare quell’esigenza di libertà, di un più vasto immaginario, di vera creatività ma anche di silenzi condivisi, di meditazione e di yoga integrale sull’evoluzione umana che porti ad una società basata su valori spirituali universali. Valori che fanno di Auroville un esperienza unica che lascia in molti quelle “tracce di comunità” che si sviluppano e diventano testimonianza, utopia concreta, attorno all’affascinante geografia dell’anima.

Mauro Casadio Farolfi

 

Commenti

B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome *
Inserisci l'e-mail per la verifica
Code   
Invia commento








ChronoComments by Joomla Professional Solutions

 
AddThis Social Bookmark Button

Scrivi nel Blog !
Condividi i tuoi pensieri
con altri viaggiatori.

Leggi come ...

Banner

Documentari motoraid e 4x4

> Sondaggio

Pensi che questo sito sia utile per conoscere il mondo e allo stesso tempo sia un buon punto di inizio per chi vuole scegliere e pianificare un viaggio?
 

Newsletter

Iscriviti per essere informato della pubblicazione di nuovi documentari.




 238 visitatori online